Il Bernina Express non è solo un treno panoramico: è un itinerario che cambia volto più volte in poche ore, dai viadotti dell’Albula ai ghiacciai del Bernina fino alle palme di Tirano. Qui ricostruisco il percorso tappa per tappa, spiego da dove conviene partire e quali dettagli pratici incidono davvero sull’esperienza. Se vuoi pianificarlo nel 2026 senza affidarti a impressioni vaghe, questo è il punto di partenza giusto.
Le informazioni davvero utili per scegliere il percorso giusto
- Il tratto UNESCO della linea Albula/Bernina misura 122 chilometri e attraversa 55 gallerie e 196 ponti.
- Il viaggio completo richiede circa 4 ore da Coira a Tirano e circa 2 ore e 15 minuti da St. Moritz a Tirano.
- Le tappe più forti sono Landwasser, Ospizio Bernina, Alp Grüm, Brusio e l’arrivo a Tirano.
- La prenotazione del posto è un passaggio da fare per tempo, non un dettaglio da lasciare all’ultimo.
- Il bus Bernina Express prolunga il viaggio da Tirano a Lugano, utile se vuoi trasformarlo in un itinerario più ampio.
- Nel 2026 conviene controllare eventuali variazioni d’orario o deviazioni prima della partenza.
Il percorso in breve
Io leggo il Bernina Express come un viaggio a tre movimenti: la parte grigionese con viadotti e gole, la salita verso il passo con laghi e ghiacciai, e la discesa finale in Val Poschiavo fino a Tirano. Il tratto UNESCO della linea Albula/Bernina è lungo 122 chilometri e concentra un patrimonio ferroviario che non è ornamentale, ma strutturale: 55 gallerie, 196 ponti e una sequenza di curve, salite e viadotti che fanno parte del paesaggio quanto le montagne stesse. Da Coira a Tirano servono circa 4 ore; da St. Moritz a Tirano circa 2 ore e 15 minuti. Chi vuole allungare il tragitto può proseguire con il Bernina Express Bus fino a Lugano.
La cosa più utile da capire, prima ancora di guardare gli orari, è questa: non stai scegliendo solo un treno, ma il taglio dell’esperienza che vuoi vivere. Ed è proprio da qui che vale la pena entrare nelle tappe.

Le tappe che rendono memorabile il viaggio
Il percorso del Bernina Express funziona perché alterna continuamente scala umana e paesaggio grandioso. Alcuni segmenti sono belli, altri sono memorabili davvero; io distinguo sempre i due livelli, perché aiuta a capire dove tenere il telefono in mano e dove, invece, limitarsi a guardare fuori.
| Tratto | Cosa si vede | Perché non lo salterei |
|---|---|---|
| Coira, Thusis e Filisur | Gole profonde, Solisviadukt, Landwasserviadukt, primi grandi salti di quota | Qui il viaggio mostra il suo lato più ingegneristico, quello che ha reso celebre la linea |
| Bergün e l’Albulatunnel | Curve strette, tunnel, pendii che salgono con decisione | È il tratto in cui si capisce davvero quanto sia riuscita la fusione tra ferrovia e montagna |
| St. Moritz, Pontresina e Morteratsch | Engadina, ambienti alpini aperti, ghiacciai e vallate alte | Qui il paesaggio diventa più luminoso e il viaggio smette di essere solo “scenografico” |
| Ospizio Bernina e Lago Bianco | Il punto più alto, a 2253 metri, con l’acqua chiara del lago e l’ambiente glaciale | È il tratto più alpino in senso pieno, quello che molti ricordano a distanza di anni |
| Alp Grüm e Val Poschiavo | Discesa spettacolare verso sud, vista sulla valle, cambio netto di atmosfera | È il momento in cui il viaggio comincia a “scendere” anche emotivamente, non solo in quota |
| Brusio e Tirano | Il viadotto circolare di Brusio e l’arrivo in Italia, con clima più mite e ritmo più lento | È la chiusura perfetta: l’ultima immagine è quella del passaggio dalle Alpi alla Valtellina |
Se devo ridurre tutto a tre immagini, scelgo queste: Landwasser, Lago Bianco e il viadotto di Brusio. Sono i punti in cui capisci che il viaggio non è una semplice tratta ferroviaria, ma una sequenza narrativa ben costruita. E proprio per questo la partenza scelta cambia parecchio il risultato finale.
Da dove conviene partire
La stessa linea si può leggere in modi diversi, e io non credo che esista una partenza “migliore” in assoluto. Esiste però una partenza più adatta a ciò che vuoi ottenere: il percorso completo, il tratto più concentrato, oppure un innesto comodo dentro un viaggio più ampio.
| Partenza | Quando la sceglierei | Cosa ti dà | Limite |
|---|---|---|---|
| Coira | Se è la tua prima volta e vuoi vedere il Bernina nel suo disegno più completo | La progressione più chiara: viadotti, Engadina, passo, discesa in Italia | Richiede più tempo, quindi va trattata come una vera giornata di viaggio |
| St. Moritz | Se hai meno tempo e vuoi andare dritto al cuore del Bernina | Un itinerario più breve ma molto concentrato sui paesaggi alpini alti | Perdi la prima parte grigionese, che per me resta una parte forte dell’esperienza |
| Davos con cambio a Filisur | Se sei già in zona e vuoi innestare il viaggio sul paesaggio della Landwasser | Un accesso interessante alla tratta panoramica, con un cambio che ha senso logistico | È meno lineare e richiede un po’ più di organizzazione |
| Tirano | Se vuoi usare il treno come porta d’ingresso verso la Svizzera o come tappa dentro la Valtellina | L’effetto inverso del viaggio, con salita progressiva verso l’alta quota | La sequenza “glaciale” iniziale è meno d’impatto rispetto a chi parte da nord |
Se fosse il mio primo viaggio, partirei da Coira almeno una volta. È la soluzione che fa capire davvero come il treno si inserisca nel paesaggio e perché la linea abbia una reputazione così solida. St. Moritz è perfetta se vuoi una versione più breve e molto centrata sul Bernina; Tirano ha senso se stai costruendo un itinerario che parte o finisce in Italia. Da qui passa la parte più pratica, cioè come evitare gli errori più comuni.
Come organizzarlo senza sorprese
Qui non servono effetti speciali, servono scelte semplici fatte bene. Il Bernina Express è una di quelle esperienze in cui pochi dettagli pratici cambiano parecchio la qualità del viaggio.
- Prenota il posto: è la prima cosa da fare, soprattutto se viaggi in alta stagione o con orari molto richiesti.
- Non contare su spazio abbondante per i bagagli: c’è un’area dedicata, ma è limitata; per valigie grandi conviene valutare il servizio bagagli.
- Se viaggi in bici, non puntare sul Bernina Express: le biciclette non sono ammesse a bordo, mentre i treni regionali sulla stessa linea restano un’alternativa più flessibile.
- Tieni pronta una carta o un metodo di pagamento digitale: a bordo il pagamento è cashless.
- Se hai esigenze di mobilità ridotta, verifica per tempo i posti accessibili e la prenotazione tramite Railservice.
- Controlla sempre l’orario aggiornato: nel 2026 alcune corse sono soggette a deviazioni via Vereina tra il 29 ottobre e il 13 novembre, quindi non dare mai per scontato che la tratta resti invariata.
Questi dettagli sembrano secondari solo sulla carta. In pratica sono quelli che ti evitano stress inutile prima ancora di salire a bordo, e ti lasciano la testa libera per guardare fuori. Ed è proprio qui che il Bernina Express diventa più interessante come parte di un itinerario, non solo come mezzo di trasporto.
Come inserirlo in un itinerario tra Svizzera e Italia
Se lo tratto come tappa di viaggio e non come semplice trasferimento, il Bernina Express si presta a tre scenari molto solidi. Ognuno ha una logica diversa, e la scelta giusta dipende dal tempo che hai e da come vuoi muoverti tra Svizzera e Italia.
- Itinerario classico di una giornata: sali a Coira o a St. Moritz, scendi a Tirano e dedica un po’ di tempo alla città prima di ripartire. È la soluzione più lineare se vuoi vivere il percorso senza correre.
- Itinerario panoramico completo: fai la tratta ferroviaria fino a Tirano e poi prosegui con il Bernina Express Bus verso Lugano. È la formula più elegante se vuoi unire montagne, valli e laghi in un unico disegno.
- Itinerario lento tra Italia e Grigioni: usa Tirano come cerniera, fermati, mangia bene, dormi una notte in zona e poi riparti verso la Svizzera. È la soluzione che trovo più sensata quando il viaggio deve restare piacevole, non solo efficiente.
Il punto, alla fine, è questo: Tirano non è solo una stazione d’arrivo, ma un vero snodo tra mondi diversi. Se la usi bene, il viaggio smette di essere un “giro panoramico” e diventa un itinerario costruito con criterio. E questo mi porta all’ultima scelta, quella che secondo me pesa più di tutte.
La combinazione che consiglierei al primo viaggio
Se è la tua prima volta, io sceglierei la tratta più completa possibile almeno una volta: Coira-Tirano. È il modo migliore per leggere il paesaggio in progressione, capire il senso della linea UNESCO e vedere come la montagna si trasforma da nord a sud senza perdere intensità. Se invece hai poco tempo, St. Moritz-Tirano è la versione più compatta e rimane comunque molto forte.
Per me il dettaglio che fa davvero la differenza è trattare il Bernina Express come un’esperienza da vivere con calma, non come una corsa da incastrare tra due coincidenze. Porta con te un documento valido, prenota con anticipo, arriva con margine e non inseguire ossessivamente il “posto perfetto”: la linea cambia spesso prospettiva e il paesaggio arriva comunque da più lati. Se vuoi un consiglio molto concreto, tieni d’occhio il tratto tra Ospizio Bernina, Alp Grüm e Brusio: lì il viaggio mostra il suo volto migliore, e da lì in poi capisci perché questa ferrovia resta una delle più belle da inserire in un itinerario tra Italia e Svizzera.