Borghi da visitare in Toscana tra storia, vino e paesaggi

Colline toscane con cipressi e casale, un'immagine iconica dei borghi da visitare in Toscana.

Scritto da

Serse Silvestri

Pubblicato il

1 set 2026

Indice

Scegliere tra i borghi da visitare in Toscana non è semplice: tra colline, mura medievali, strade del vino e paesaggi rurali, ogni zona offre un’esperienza diversa. Ho raccolto i centri storici più interessanti, spiegando cosa li rende speciali, come abbinarli nello stesso itinerario e quali accorgimenti pratici aiutano a visitarli senza correre.

La Toscana dei borghi si scopre meglio scegliendo una zona alla volta

  • Val d’Orcia per paesaggi iconici, bellezza rinascimentale e ritmi lenti.
  • San Gimignano e Monteriggioni per torri, mura e atmosfera medievale.
  • Pitigliano, Sovana e Sorano per tufo, vie cave e storia etrusca.
  • Bolgheri e Suvereto per vino, costa e borghi della Maremma settentrionale.
  • L’auto è spesso la scelta più comoda, soprattutto nell’entroterra e nei percorsi tra piccoli centri.

San Gimignano, uno dei borghi da visitare in Toscana, domina un paesaggio di vigneti e uliveti sotto un cielo nuvoloso.

Da dove iniziare per trovare il borgo giusto

La prima distinzione da fare riguarda il tipo di viaggio. Alcuni borghi si visitano per l’arte e l’architettura, altri per il panorama, le terme, la cucina o la possibilità di combinarli con cantine e sentieri. Io eviterei di mettere insieme località troppo lontane solo per aumentare il numero delle tappe: due o tre borghi ben scelti regalano spesso una giornata più piacevole di una lista interminabile.

La Toscana è ampia e le distanze, sulle strade collinari, richiedono più tempo di quanto sembri sulla mappa. Per questo conviene costruire l’itinerario per aree omogenee, lasciando almeno mezza giornata per ogni centro storico se si desidera visitare monumenti, fermarsi a pranzo e godersi il paesaggio.

Zona Ideale per Borghi da abbinare
Val d’Orcia Panorami, arte e terme Pienza, Bagno Vignoni, Montalcino
Val d’Elsa Medioevo e vie storiche San Gimignano, Monteriggioni, Certaldo
Maremma del tufo Archeologia e paesaggi insoliti Pitigliano, Sovana, Sorano
Costa degli Etruschi Vino, mare e atmosfera rurale Bolgheri, Castagneto Carducci, Suvereto

I borghi più belli tra Val d’Orcia e colline senesi

Pienza

Pienza è la scelta migliore per chi vuole vedere come l’urbanistica rinascimentale possa dialogare con la campagna. Il centro è raccolto, elegante e facile da esplorare a piedi, con piazze armoniose, palazzi storici e viste aperte sulla Val d’Orcia. Il suo interesse non si limita alla fotografia panoramica: è una città progettata secondo un ideale rinascimentale, e questa coerenza si percepisce ancora passeggiando lungo il corso principale.

La visita richiede circa due o tre ore, ma io la inserirei in un percorso più ampio con Bagno Vignoni o San Quirico d’Orcia. Da assaggiare il pecorino locale, possibilmente acquistato in una bottega del centro invece che consumato soltanto nei ristoranti più affollati.

Montepulciano

Costruito su un crinale, Montepulciano alterna palazzi nobiliari, strade in salita e cantine ricavate in ambienti storici. È più grande e movimentato di Pienza, quindi offre una scelta più ampia di ristoranti e degustazioni, ma richiede anche un po’ più di energia. Le salite sono parte dell’esperienza, non un dettaglio da ignorare quando si viaggia con bambini piccoli o con difficoltà motorie.

Il centro storico si presta a una visita di mezza giornata. Chi ama il vino può dedicare più tempo alle cantine, mentre chi preferisce l’architettura dovrebbe concentrarsi su Piazza Grande, sul Duomo e sui punti panoramici lungo il crinale.

Bagno Vignoni e San Quirico d’Orcia

Bagno Vignoni non è il borgo da scegliere per una lunga lista di monumenti, ma per l’atmosfera e la sua celebre vasca termale al centro della piazza. È una tappa breve, perfetta dopo Pienza, soprattutto fuori stagione quando il paese mostra il suo lato più tranquillo. Le acque termali non sono tutte liberamente balneabili, quindi è importante distinguere gli spazi scenografici dalle strutture attrezzate.

San Quirico d’Orcia aggiunge una dimensione più quotidiana, con vie tranquille, giardini storici e un centro meno concentrato sul turismo di passaggio. Per me è una delle soste più equilibrate della zona perché permette di alternare paesaggio, patrimonio e una pausa senza fretta.

Torri e mura nel cuore medievale della Toscana

San Gimignano

San Gimignano è il borgo più riconoscibile della Toscana grazie al profilo delle sue torri medievali. Il centro storico, tutelato dall’UNESCO, conserva un impianto urbano compatto con piazze, palazzi, botteghe e punti panoramici. È una meta imperdibile, ma anche quella in cui la gestione dei tempi conta di più: in alta stagione le ore centrali possono essere molto affollate.

Io arriverei presto oppure nel tardo pomeriggio, quando i gruppi organizzati iniziano a diminuire. Per una visita essenziale bastano tre ore, mentre una giornata intera permette di aggiungere il Museo Civico, una degustazione di Vernaccia e una passeggiata fuori dalle vie principali.

Monteriggioni

Monteriggioni è piccolo, fortificato e immediatamente leggibile. La cinta muraria racchiude un nucleo raccolto, dominato dalla piazza centrale e dalla pieve. Non bisogna aspettarsi la varietà di San Gimignano: il suo punto di forza è la scenografia militare, non il numero di attrazioni.

La visita può durare da un’ora e mezza a due ore. È una tappa ideale lungo un itinerario tra Siena e San Gimignano, soprattutto per chi desidera vedere un esempio ben conservato di borgo fortificato senza dedicargli l’intera giornata.

Certaldo Alto

Certaldo Alto offre un’esperienza diversa perché il borgo storico si trova sopra la parte moderna del paese. Si può raggiungere a piedi oppure con la funicolare, una soluzione comoda quando si vuole evitare una salita impegnativa. Le strade in mattoni, Palazzo Pretorio e l’atmosfera legata a Boccaccio rendono il paese particolarmente piacevole per chi cerca storia e dimensione raccolta.

È una buona alternativa alle località più famose della Val d’Elsa. Il centro si visita in poche ore e si abbina facilmente a San Gimignano o a una sosta gastronomica nelle campagne circostanti.

Pitigliano e i borghi di tufo della Maremma

Pitigliano

Pitigliano è uno dei paesi più spettacolari dell’Italia centrale per la sua posizione sopra uno sperone di tufo. Le case sembrano prolungare la roccia e il centro storico conserva un intreccio di vicoli, archi e affacci sulla valle. Qui il paesaggio non è uno sfondo, ma parte integrante dell’identità del borgo.

Dedicherei a Pitigliano almeno mezza giornata piena, includendo il quartiere ebraico, l’acquedotto e una passeggiata lungo i punti panoramici. Le vie cave nei dintorni richiedono scarpe comode e prudenza dopo la pioggia, perché alcuni tratti possono essere scivolosi e poco illuminati.

Sovana e Sorano

Sovana è più piccola e silenziosa, con una piazza dominata dalla cattedrale e dal palazzo comunale. La sua forza sta nella dimensione intima e nella vicinanza alle necropoli etrusche. Sorano, invece, ha un carattere più ruvido e labirintico, con fortificazioni, passaggi e scorci che meritano di essere esplorati senza un percorso troppo rigido.

Insieme formano uno dei migliori itinerari della Toscana meridionale. La distanza tra i tre centri non è enorme, ma le strade sono tortuose: per visitarli con calma servono una giornata intera e un’auto. Chi prova a inserirli in poche ore rischia di vedere soltanto i parcheggi e le piazze principali.

Tra vino, mare e montagne ci sono borghi meno prevedibili

Bolgheri e Castagneto Carducci

Bolgheri è famoso per il viale alberato che conduce al borgo e per i grandi vini della costa. Il centro è piccolo, curato e adatto a una sosta di qualche ora, magari insieme a una degustazione prenotata in anticipo. Il vino, però, non dovrebbe diventare l’unico motivo del viaggio: il valore della zona sta nell’incontro tra campagna, mare e cultura agricola.

Castagneto Carducci offre un’atmosfera simile ma più ampia, con un centro storico in posizione panoramica e una maggiore varietà di locali. In estate conviene muoversi nelle prime ore del giorno o verso sera, quando il caldo sulle pietre e l’afflusso dei visitatori rendono meno piacevole la passeggiata.

Suvereto

Suvereto è una scelta intelligente per chi vuole conoscere la Maremma settentrionale senza fermarsi soltanto nelle mete più note. Le mura, le strade in pietra e le botteghe del centro raccontano un borgo medievale ancora legato alla vita locale. È particolarmente piacevole in autunno, quando la cucina del territorio diventa una ragione concreta per prolungare la sosta.

Leggi anche: Borghi Trentino-Alto Adige: la guida per un viaggio lento

Barga e Anghiari

Barga, in Garfagnana, cambia completamente scenario. Qui le colline lasciano spazio alle montagne, con viste sulle Alpi Apuane e un centro storico raccolto intorno al Duomo. È il borgo che consiglierei a chi ha già visto la Toscana delle cartoline e cerca un paesaggio più verde e meno prevedibile.

Anghiari, nella Valtiberina, colpisce invece per la forma allungata del centro medievale e per il panorama sulle valli. La salita principale può essere impegnativa, ma proprio il percorso graduale tra palazzi, archi e botteghe rende la visita interessante. Sono mete da scegliere con più calma, magari per un weekend di due o tre giorni.

Come organizzare un itinerario senza passare la giornata in auto

Per la maggior parte dei borghi toscani, l’auto offre la libertà decisiva di fermarsi nei punti panoramici e raggiungere località secondarie. Non è però indispensabile ovunque. Certaldo è collegata alla rete ferroviaria, mentre San Gimignano può essere raggiunta combinando treno e autobus da Poggibonsi, anche se gli orari vanno controllati prima della partenza.

Durata Itinerario consigliato Perché funziona
1 giorno Pienza, San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni Distanze contenute e paesaggi molto diversi
2 giorni Pitigliano, Sovana e Sorano Storia etrusca, vie cave e borghi di tufo
2 giorni San Gimignano, Monteriggioni e Certaldo Torri, mura e atmosfera medievale
3 giorni Val d’Orcia con Pienza, Montepulciano e Montalcino Arte, vino, panorami e cucina locale

Il parcheggio si trova spesso fuori dalle mura e l’ultimo tratto va percorso a piedi. Questo è normale, non un inconveniente: permette di proteggere i centri storici e di entrarci gradualmente. Prima di partire controllerei sempre accessi, ZTL, eventi locali e disponibilità dei parcheggi, soprattutto nei fine settimana estivi.

Per mangiare bene non serve inseguire il ristorante più fotografato. Una trattoria leggermente fuori dalla piazza principale offre spesso un rapporto migliore tra prezzo, tranquillità e cucina del territorio. Nei borghi più piccoli, però, molti locali hanno pochi tavoli: prenotare per tempo può fare la differenza.

Il modo migliore per vivere questi luoghi

Un borgo toscano non si esaurisce nella piazza principale. Io lascerei spazio a una passeggiata senza meta, a una bottega, a un punto panoramico e a un pranzo non troppo lungo. È proprio nelle strade secondarie e nelle ore meno affollate che emerge la parte più autentica del viaggio.

Per un primo itinerario sceglierei Pienza e la Val d’Orcia se cerco bellezza e paesaggio, San Gimignano e Monteriggioni se voglio il Medioevo, oppure Pitigliano e Sovana se preferisco una Toscana più aspra e misteriosa. La scelta giusta non è quella con più tappe, ma quella che lascia abbastanza tempo per ricordare davvero ogni luogo.

Domande frequenti

Per un itinerario di un giorno sono indicati Pienza, San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni, perché hanno distanze contenute e paesaggi diversi. In alternativa, San Gimignano e Monteriggioni possono essere abbinati lungo un percorso nella Val d’Elsa, lasciando almeno mezza giornata per il centro più ricco di attrazioni.

Per visitare con calma i tre borghi di tufo è consigliata una giornata intera e un’auto. Oltre ai centri storici, l’itinerario comprende necropoli etrusche e vie cave, dove servono scarpe comode e prudenza dopo la pioggia.

È preferibile arrivare presto oppure nel tardo pomeriggio, quando i gruppi organizzati iniziano a diminuire. Per una visita essenziale bastano circa tre ore; una giornata intera consente di aggiungere il Museo Civico, una degustazione di Vernaccia e una passeggiata fuori dalle vie principali.

L’auto è spesso la soluzione più comoda nell’entroterra e nei percorsi tra piccoli centri, soprattutto in Maremma e nella Toscana meridionale. Non è indispensabile ovunque: Certaldo è collegata alla rete ferroviaria, mentre San Gimignano è raggiungibile combinando treno e autobus da Poggibonsi, verificando prima gli orari.

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Serse Silvestri

Serse Silvestri

Mi chiamo Serse Silvestri e ho sei anni di esperienza nel settore dei viaggi e della cultura italiana. La mia passione per l'Italia è iniziata fin da giovane, quando ho scoperto la ricchezza delle sue tradizioni e dei suoi paesaggi. Scrivere di viaggi, cultura e itinerari italiani mi permette di condividere le meraviglie di questo paese, aiutando i lettori a scoprire luoghi meno conosciuti e a comprendere la storia che si cela dietro ogni angolo. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e aggiornate. Mi piace confrontare fonti diverse e semplificare argomenti complessi, rendendo la cultura italiana accessibile a tutti. Che si tratti di suggerire itinerari alternativi o di esplorare eventi culturali, il mio obiettivo è sempre quello di ispirare e informare, affinché ogni lettore possa vivere un'esperienza autentica e arricchente.

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