Borghi dell’entroterra ligure di Levante da scoprire

Borghi entroterra ligure levante: un ponte antico attraversa un fiume, case colorate si affacciano sull'acqua, un castello domina la collina verde.

Scritto da

Ivano Mazza

Pubblicato il

5 set 2026

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Una strada che sale dalla Riviera, poche curve e il paesaggio cambia completamente: ulivi, boschi, castelli e piccoli centri raccolti attorno a una chiesa. I borghi dell’entroterra ligure di Levante sono ideali per una gita lenta, ma scegliere le tappe giuste fa la differenza. Qui raccolgo località storiche, itinerari pratici, tempi indicativi e consigli per organizzare la visita senza confondere la valle di Vara con quella dell’Aveto o del Tigullio.

Le tappe più interessanti tra storia, natura e sapori locali

  • Varese Ligure è la scelta migliore per vedere un centro medievale ben conservato e assaggiare prodotti della Val di Vara.
  • Brugnato unisce borgo fortificato, cattedrale romanica e Museo Diocesano.
  • Santo Stefano d’Aveto offre castello, paesaggio montano e cucina di territorio.
  • Borzonasca e Ne sono perfetti per abbinare borghi, abbazie, archeologia industriale e trekking.
  • Per visitare bene l’interno servono auto e tempi flessibili, perché i collegamenti pubblici sono meno frequenti rispetto alla costa.

Borghi entroterra ligure levante: un ponte ad arco attraversa un fiume, con case colorate e un castello in collina.

Perché l’entroterra del Levante merita una giornata intera

La Riviera attira per il mare, ma basta allontanarsi di pochi chilometri per trovare una Liguria più silenziosa e sorprendentemente varia. Le valli del Vara, dell’Aveto, del Graveglia e del Tigullio conservano mulattiere, ponti antichi, pievi, castelli e case dai colori pastello, spesso legati alle vie commerciali che collegavano la costa con l’Emilia e la pianura Padana.

La cosa che apprezzo di più è il rapporto tra storia e paesaggio. Un borgo non si visita soltanto per la piazza principale: spesso il vero interesse sta nella posizione, nei terrazzamenti, in una frazione raggiunta da una strada secondaria o in una chiesa isolata nel verde. Per questo considero poco realistico accumulare cinque o sei paesi in una sola giornata. Due tappe ben scelte permettono di camminare, fermarsi a pranzo e visitare almeno un monumento.

La zona è adatta a viaggiatori diversi. Chi ama l’architettura troverà nuclei medievali e palazzi storici, chi preferisce l’attività all’aperto potrà seguire sentieri e percorsi di crinale, mentre gli appassionati di gastronomia incontreranno formaggi, funghi, miele, castagne, corzetti e carni provenienti da allevamenti locali.

I borghi da mettere davvero in itinerario

Varese Ligure e il Borgo Rotondo

Varese Ligure è probabilmente il punto di partenza più completo per esplorare la Val di Vara. Il suo elemento più riconoscibile è il Borgo Rotondo, un nucleo medievale costruito attorno a una piazza centrale, con portici e facciate dai toni caldi. Il disegno urbano non è soltanto scenografico: racconta la funzione commerciale e difensiva che il paese ebbe lungo le vie tra Liguria ed Emilia.

Meritano attenzione anche il castello dei Fieschi, le vie del centro e le botteghe dove acquistare prodotti della valle. Varese Ligure ha ricevuto sia la Bandiera Arancione sia il riconoscimento dei Borghi più belli d’Italia, ma il motivo per fermarsi non è il marchio in sé. È la qualità della visita, soprattutto se si resta abbastanza a lungo da esplorare i dintorni e non ci si limita a una fotografia della piazza.

Brugnato tra abbazia e architettura medievale

Brugnato è più piccolo e raccolto, ma ha una storia religiosa e urbana molto forte. Il centro conserva la forma di un antico borgo fortificato sviluppato intorno alla cittadella vescovile, mentre la cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano risale al XII secolo e ingloba tracce di edifici precedenti.

La visita può durare circa due ore, includendo il centro storico, la cattedrale e il Palazzo Vescovile con il Museo Diocesano. Io lo abbinerei a Varese Ligure perché i due paesi hanno caratteri diversi: il primo è più legato alla forma urbana e alla vita della valle, il secondo alla storia ecclesiastica e all’antico insediamento abbaziale.

Santo Stefano d’Aveto per chi cerca montagna vera

Santo Stefano d’Aveto si trova in una conca montana e offre un’atmosfera diversa da quella dei borghi più vicini al mare. Il simbolo del paese è il castello malaspiniano, legato alla storia dei valichi verso la Pianura Padana e documentato nel XII secolo. Nei dintorni si trovano boschi, pascoli e percorsi verso il Monte Aiona.

È una destinazione che consiglio soprattutto in estate, all’inizio dell’autunno e nei periodi in cui si desidera un clima più fresco. La cucina locale completa bene l’esperienza con funghi, formaggio San Stè e ricotta salata. In inverno, però, bisogna considerare neve e condizioni stradali, che possono rendere più lenti gli spostamenti.

Borzonasca e l’abbazia di Borzone

Borzonasca è una delle tappe più interessanti per chi vuole unire borgo e patrimonio religioso. Il centro conserva edifici e facciate dipinte secondo la tradizione ligure, mentre poco distante si trova l’Abbazia di Sant’Andrea di Borzone, complesso gotico-romanico con origini altomedievali e riconosciuto monumento nazionale dal 1910.

Nei dintorni si può cercare anche il Grande Volto Megalitico, una figura scolpita nella roccia alta circa 7 metri e larga circa 4. La visita richiede un minimo di organizzazione, perché abbazia e sentieri non coincidono sempre con il centro abitato. Gli orari di apertura possono variare, quindi conviene informarsi prima di partire.

Ne e le frazioni della Val Graveglia

Ne è una scelta particolare, meno legata all’immagine classica del borgo cartolina e più interessante per la storia del lavoro. La Val Graveglia conserva infatti tracce dell’attività mineraria e agricola, oltre a piccoli nuclei come Cassagna, dove l’architettura rurale si inserisce in un paesaggio molto verde.

La Miniera di Gambatesa è il punto forte dell’itinerario. L’attività estrattiva del manganese è terminata nel 2011 e oggi il sito propone visite guidate nel sottosuolo, con un tratto iniziale a bordo del trenino dei minatori e una parte a piedi. Il percorso dura circa un’ora ed è adatto anche a chi non pratica trekking, ma la prenotazione è prudente soprattutto nei fine settimana.

Borgo o area Perché andarci Tempo consigliato
Varese Ligure Borgo Rotondo, castello, prodotti della valle Mezza giornata
Brugnato Cattedrale, museo e centro medievale 2-3 ore
Santo Stefano d’Aveto Castello, montagne, sentieri e cucina locale Una giornata
Borzonasca Abbazia di Borzone e paesaggio della Valle Sturla Mezza giornata
Ne e Val Graveglia Miniera di Gambatesa, frazioni storiche e trekking Mezza o una giornata

Tre itinerari semplici da organizzare

La combinazione migliore per una prima visita

Per una prima escursione sceglierei Brugnato e Varese Ligure. Il percorso permette di alternare un borgo compatto, facile da visitare a piedi, a un centro più ampio e scenografico. Con partenza dalla costa spezzina, calcola indicativamente una giornata piena, perché le strade vallive richiedono più tempo di quanto suggerisca la distanza sulla carta.

Il ritmo ideale prevede Brugnato al mattino, una pausa gastronomica lungo la Val di Vara e Varese Ligure nel pomeriggio. Se parti da Sestri Levante, puoi risalire la Val Petronio e arrivare a Varese Ligure, ma è meglio evitare di aggiungere troppe deviazioni.

La montagna del Levante

Per un fine settimana più tranquillo, suggerisco Borzonasca e Santo Stefano d’Aveto. Il primo offre abbazia, centro storico e testimonianze della Valle Sturla; il secondo aggiunge un ambiente montano più marcato, con sentieri e panorami verso l’Appennino.

Questo itinerario funziona bene per chi viaggia in auto e vuole dormire una notte nell’interno. Il vantaggio è che non si corre tra una tappa e l’altra. Il limite è la minore disponibilità di servizi rispetto alla costa, soprattutto fuori stagione: conviene prenotare alloggio e ristorante.

Leggi anche: Borghi Trentino-Alto Adige: la guida per un viaggio lento

Tra archeologia industriale e piccoli nuclei rurali

La terza proposta comprende Ne, Cassagna e la Miniera di Gambatesa. È meno immediata, ma restituisce un’immagine autentica dell’entroterra, fatta di miniere, case rurali, boschi e antichi percorsi di collegamento.

Chi ama camminare può prolungare la giornata sui sentieri della Val Graveglia. Alcuni collegamenti sono impegnativi e non vanno affrontati con scarpe da città: terreno umido, dislivelli e segnaletica variabile richiedono un minimo di preparazione.

Come muoversi e quando andare

L’auto resta il mezzo più pratico. Dalla costa si raggiungono facilmente Levanto, Sestri Levante e Chiavari in treno, ma per proseguire verso le valli servono autobus locali, taxi o un’auto a noleggio. Gli orari dei bus possono essere ridotti nei festivi e fuori stagione, quindi non organizzerei un itinerario con coincidenze troppo strette.

Le strade sono spesso panoramiche ma strette e tortuose. Un navigatore può suggerire percorsi apparentemente brevi che, nella realtà, richiedono molto tempo. Io preferisco calcolare una velocità media prudente e lasciare almeno 30 minuti di margine tra una tappa e l’altra.

La primavera è indicata per camminare tra boschi e vallate, mentre l’estate permette di sfuggire al caldo della costa. Settembre e ottobre sono probabilmente i mesi più piacevoli per chi cerca colori, funghi e meno affollamento. In inverno alcuni borghi restano visitabili, ma Santo Stefano d’Aveto e le zone più alte possono richiedere dotazioni invernali.

Per l’ingresso nei centri storici non ci sono normalmente costi. Musei, miniere e castelli possono avere biglietti e orari stagionali; il prezzo non è il problema principale, quanto piuttosto il rischio di arrivare quando una visita guidata è già iniziata o il sito è chiuso. Prima di partire controllerei sempre i canali ufficiali del comune o dell’ente turistico.

Un modo più consapevole per vivere i borghi dell’interno

Il consiglio finale è semplice: scegli una valle e approfondiscila. Varese Ligure e Brugnato sono la combinazione più equilibrata per una prima giornata, Borzonasca e Santo Stefano d’Aveto funzionano meglio per storia e natura, mentre Ne offre un’esperienza più insolita legata al lavoro e alla geologia.

Porta scarpe comode, prenota in anticipo le visite guidate e lascia spazio alle deviazioni. Nei borghi del Levante ligure la parte più bella spesso non è quella segnata in grande sulla mappa, ma una frazione silenziosa, una bottega aperta per caso o una strada antica che sale tra gli ulivi.

Domande frequenti

Brugnato e Varese Ligure sono la combinazione più equilibrata. Brugnato si visita in circa due o tre ore tra centro storico, cattedrale e Museo Diocesano, mentre Varese Ligure richiede almeno mezza giornata per il Borgo Rotondo, il castello e i dintorni.

La Val di Vara è indicata per borghi storici e prodotti locali, con Varese Ligure e Brugnato. La Val d’Aveto è più montana e adatta a castelli, sentieri e paesaggi freschi, mentre la Val Graveglia offre miniere, frazioni rurali e trekking.

La costa è collegata a Levanto, Sestri Levante e Chiavari in treno, ma per raggiungere le valli servono autobus locali, taxi o un’auto a noleggio. Gli autobus possono essere meno frequenti nei festivi e fuori stagione, quindi è meglio evitare coincidenze strette.

La visita dura circa un’ora e comprende un tratto iniziale sul trenino dei minatori e una parte a piedi nel sottosuolo. È adatta anche a chi non pratica trekking, ma nel fine settimana è prudente prenotare in anticipo.

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trekking castelli abbazie miniere gastronomia

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Ivano Mazza

Ivano Mazza

Mi chiamo Ivano Mazza e ho tre anni di esperienza nel mondo dei viaggi, della cultura e degli itinerari italiani. La mia passione per l'Italia e la sua ricca storia mi ha spinto a esplorare ogni angolo del nostro paese, scoprendo tradizioni, luoghi nascosti e storie affascinanti. Scrivere di questi temi mi permette di condividere la bellezza e la diversità delle esperienze che l'Italia ha da offrire, aiutando i lettori a pianificare viaggi indimenticabili. Mi dedico a fornire informazioni utili e aggiornate, sempre controllando le fonti e confrontando dati per garantire che ciò che scrivo sia chiaro e comprensibile. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le tendenze del settore, affinché i miei lettori possano godere di itinerari unici e autentici. La mia missione è rendere la cultura italiana accessibile a tutti, affinché ogni viaggio diventi un'opportunità di apprendimento e scoperta.

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