Ciclabile Liguria ex ferrovia - La guida completa per la tua gita

La pista ciclabile Liguria ex ferrovia, un percorso panoramico sul mare.

Scritto da

Gerlando Martino

Pubblicato il

21 giu 2026

Indice

La ciclabile costiera ligure nata sull’ex tracciato ferroviario è uno di quei percorsi che funzionano subito, senza bisogno di effetti speciali: si pedala quasi sempre in piano, con il mare a lato, attraversando gallerie, ponti e vecchie stazioni riutilizzate in modo intelligente. Qui trovi una descrizione concreta del percorso, i punti in cui conviene partire, i tratti più interessanti e i consigli pratici per viverla bene, senza trasformare una gita facile in una giornata improvvisata. Per chi ama gli itinerari lenti in Italia, è una delle esperienze più semplici da organizzare e più piacevoli da ricordare.

Le informazioni chiave da tenere a mente prima di partire

  • Il tratto più noto misura circa 24 km tra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti.
  • Il percorso nasce sul sedime della vecchia ferrovia costiera, quindi ha pendenze minime e curva dolce.
  • È adatto a bici da città, trekking bike, e-bike, passeggini sportivi e, in molti punti, anche a chi cammina.
  • Le parti più caratteristiche sono le gallerie, i punti vista mare e le ex stazioni riconvertite.
  • Con soste e foto, la pedalata occupa facilmente mezza giornata; in estate conviene partire presto.

Perché questa ciclabile funziona così bene

La forza di questo itinerario sta tutta nella sua origine: non è una pista costruita “attorno” al paesaggio, ma un percorso ricavato dal vecchio tracciato ferroviario costiero. Questo cambia tutto, perché il sedime ferroviario garantisce una linea continua, pendenze molto contenute e un andamento naturale per chi vuole muoversi senza fatica.

Io la considero una delle soluzioni più riuscite del cicloturismo ligure proprio per questo motivo. Non richiede allenamento particolare, non costringe a salite inutili e non spezza il rapporto con il mare. Si pedala a vista, spesso con l’acqua a pochi metri, ma senza il traffico e la complessità della viabilità ordinaria. È il classico esempio di recupero intelligente di un’infrastruttura dismessa: invece di lasciare una ferita nel territorio, la si è trasformata in una risorsa.

Il risultato è un itinerario che parla a pubblici diversi: famiglie, camminatori, ciclisti occasionali e chi vuole semplicemente fare una giornata lenta in Riviera dei Fiori. Per capire davvero come si legge questo percorso, però, conviene guardarlo tappa per tappa.

Come si sviluppa il percorso lungo la Riviera dei Fiori

Il tratto classico più conosciuto è quello che collega San Lorenzo al Mare e Ospedaletti, per circa 24 km. È il segmento che più spesso si intende quando si parla della ciclabile ligure sul vecchio asse ferroviario: lineare, panoramica, ben leggibile anche per chi non conosce la zona.

Tratto Carattere del percorso Perché conta
San Lorenzo al Mare Punto di partenza comodo, con accessi intuitivi e servizi vicini È una base pratica se vuoi iniziare senza perdere tempo in orientamento
Riva Ligure e Santo Stefano al Mare Segmento molto fluido, con andamento quasi sempre piano È il tratto migliore per chi cerca una pedalata tranquilla o una mezza giornata corta
Arma di Taggia Più urbano, ma ancora molto scorrevole Qui il percorso alterna scorci costieri e zone di passaggio più vive
Sanremo Il passaggio più iconico e scenografico È il punto in cui gallerie, ex stazioni e mare rendono la ciclabile più memorabile
Ospedaletti Chiusura elegante e molto panoramica Perfetta come arrivo di una tratta lineare o come punto di rientro

Nel 2026 la rete ciclabile del ponente ligure continua ad ampliarsi per stralci, ma la lettura più chiara per il visitatore resta questa: il cuore dell’esperienza è ancora il corridoio costiero tra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti, mentre le estensioni verso Imperia, Andora e altri centri vanno considerate con una verifica puntuale della continuità del singolo tratto. Questo è un dettaglio importante, perché evita di immaginare un unico asse sempre perfettamente uniforme quando, in realtà, il progetto cresce a fasi.

Una volta capito l’ordine dei centri attraversati, la vera domanda diventa un’altra: cosa rende questo giro così piacevole anche per chi pedala poco?

Cosa rende il giro piacevole anche per chi non pedala spesso

Le gallerie cambiano il ritmo

Le gallerie ferroviarie sono uno degli elementi più riusciti del percorso. Non sono un semplice passaggio tecnico: spezzano la luce, alleggeriscono il caldo nelle ore più calde e rendono il tragitto più dinamico. Io le trovo fondamentali perché impediscono alla ciclabile di diventare monotona. Entrare in un tunnel e riemergere di fronte al mare è un piccolo gesto, ma dà al percorso una continuità narrativa molto forte.

I ponti raccontano la vecchia ferrovia

I ponti, insieme all’impianto lineare del tracciato, fanno capire subito che qui non si è costruita una ciclabile qualunque. Si pedala sopra un’infrastruttura che aveva già una sua logica, e questo si percepisce nel modo in cui il percorso accompagna il paesaggio senza forzarlo. È uno di quei casi in cui il riuso urbano non si vede come compromesso, ma come qualità concreta.

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Le ex stazioni diventano punti utili

Un altro aspetto molto pratico è la presenza di ex stazioni, aree di sosta e punti di accesso distribuiti lungo il tracciato. Questo rende il percorso più flessibile: non sei obbligato a viverlo come un unico blocco da 24 km, ma puoi spezzarlo, fermarti, rientrare o ripartire da un altro punto. Per una gita in famiglia o per chi viaggia con tempi stretti è un vantaggio reale, non un dettaglio estetico.

Da qui il passaggio naturale è capire come organizzare la giornata, perché il percorso è semplice ma si gode molto meglio se lo si imposta bene.

Come organizzare la giornata senza sorprese

Il modo migliore per affrontare questa ciclabile, secondo me, è smettere di ragionare solo in termini di “fare tutti i chilometri” e iniziare a pensare in termini di esperienza. Non serve per forza percorrerla tutta: spesso un tratto selezionato, fatto bene, vale più di una corsa lunga e distratta.

Profilo Impostazione pratica Tempo realistico
Famiglia con bambini Tratto breve tra 6 e 10 km complessivi, con pause frequenti 1,5-2 ore, senza fretta
Coppia o gruppo tranquillo Segmento intermedio con sosta in un borgo o in un bar sul mare 3-4 ore, considerando le fermate
Ciclista più allenato Traversata più ampia, meglio se con partenza presto 2-3 ore in sella, ma la giornata reale si allunga

Per l’attrezzatura, non serve nulla di estremo: una bici da città o una trekking bike vanno benissimo, l’e-bike è utile se vuoi allungare la giornata o se viaggi con persone meno allenate. Io porterei sempre acqua, crema solare, un piccolo kit per le soste e una luce frontale se prevedi di passare in galleria nel tardo pomeriggio. Il casco non è un obbligo per tutti i profili di utilizzo, ma resta una scelta sensata, soprattutto se pedali con bambini o in alta stagione.

Quanto all’orario, la regola più semplice è questa: in estate meglio partire presto o dopo le 16, perché il caldo e l’affluenza cambiano parecchio la percezione del percorso. Anche il vento può farsi sentire nei tratti più esposti, quindi non conviene leggere la ciclabile come un ambiente sempre identico da un capo all’altro. Prima di partire, però, vale la pena considerare i limiti reali del tracciato, non solo i suoi punti di forza.

I limiti da conoscere prima di partire

La prima cosa da non sottovalutare è l’affollamento. Nei weekend, nei giorni festivi e nei mesi più caldi il percorso diventa molto frequentato, soprattutto nei segmenti più vicini ai centri abitati. Non è un problema grave, ma cambia il ritmo: se cerchi silenzio e spazio, il primo mattino è decisamente meglio del pieno pomeriggio.

Il secondo limite riguarda la continuità percepita. Anche se il tratto storico è molto lineare, il sistema ciclabile del ponente ligure è in evoluzione e alcune estensioni richiedono sempre una verifica aggiornata prima di pianificare una traversata lunga. In altre parole, il percorso è perfetto come itinerario costiero, ma meno adatto a chi immagina una superstrada ciclabile unica e sempre identica in ogni punto.

Un terzo aspetto, spesso sottovalutato, è la gestione delle soste. Sul mare si tende a fermarsi spesso, e fa bene farlo, ma conviene essere realistici: il tempo non lo assorbe tanto la pedalata quanto le pause, le foto, il pranzo e le deviazioni nei borghi. Se metti in conto questo fattore, eviti la classica delusione da “pensavo fosse più veloce”.

Come inserirla in un itinerario lento tra mare e borghi

La ciclabile dà il meglio quando non la si tratta come un semplice tratto da completare, ma come l’ossatura di una giornata in Riviera. Un’idea che funziona bene è partire presto, pedalare un segmento medio, fermarsi per colazione o pranzo in uno dei centri costieri e lasciare il pomeriggio al mare o a una passeggiata nei borghi vicini.

Se vuoi trasformarla in un itinerario davvero piacevole, io la userei così: una base a Sanremo per abbinare ciclabile e centro storico; una base ad Arma di Taggia o Santo Stefano al Mare per una giornata più tranquilla; una base a Ospedaletti se cerchi una pedalata breve ma molto panoramica. In questo modo la pista non resta un elemento isolato, ma diventa il filo che tiene insieme mobilità lenta, paesaggio e sosta.

In fondo è questo il punto più interessante di questa esperienza: non si tratta solo di una bella ciclabile, ma di un modo intelligente di leggere la costa ligure senza fretta. Se la imposti bene, con i tempi giusti e aspettative realistiche, ti restituisce proprio quello che promette: un tratto di Riviera da vivere in movimento, ma con il tempo necessario per guardarlo davvero.

Domande frequenti

Il tratto più noto e apprezzato si estende per circa 24 km tra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti, offrendo un percorso lineare e panoramico sull'ex sedime ferroviario.

Sì, grazie alle pendenze minime e al percorso quasi sempre pianeggiante, è ideale per famiglie con bambini, camminatori, ciclisti occasionali e chiunque cerchi una giornata lenta e piacevole.

Le gallerie ferroviarie, i ponti storici e le ex stazioni riconvertite in punti di sosta rendono il percorso dinamico e mai monotono, offrendo scorci unici sul mare e sulla costa ligure.

Per godertela al massimo, non focalizzarti solo sui chilometri. Prevedi soste frequenti, magari per un pranzo in un borgo o un bagno al mare. In estate, parti presto o nel tardo pomeriggio per evitare il caldo e l'affollamento.

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Sono Gerlando Martino, un appassionato di viaggi e cultura italiana con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Ho dedicato la mia carriera a esplorare le ricchezze e le diversità del nostro paese, analizzando itinerari unici e scoprendo storie affascinanti che meritano di essere raccontate. La mia specializzazione si concentra sulla valorizzazione delle tradizioni locali e sull'analisi dei luoghi meno conosciuti, offrendo ai lettori una prospettiva autentica e originale. Nel mio lavoro, mi impegno a semplificare dati complessi e a presentare informazioni in modo chiaro e accessibile. La mia missione è fornire contenuti sempre aggiornati e obiettivi, affinché ogni lettore possa pianificare viaggi indimenticabili e scoprire la bellezza della cultura italiana. Con un occhio attento alla qualità e alla veridicità delle informazioni, mi dedico a garantire che ogni articolo rispecchi la mia passione per l'Italia e il mio desiderio di condividere esperienze significative.

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