Passo Giau è uno di quei luoghi delle Dolomiti in cui il paesaggio fa metà del lavoro al posto tuo: il resto lo fanno i sentieri, che qui cambiano carattere in pochi chilometri. Tra panorami aperti, rifugi storici e itinerari che vanno dalla passeggiata breve al trekking di mezza giornata, la zona offre più di quanto sembri a prima vista. In questo articolo trovi le escursioni che hanno davvero senso, con tempi indicativi, difficoltà reale e consigli pratici per scegliere bene.
Le cose da sapere prima di partire
- Passo Giau si trova a 2.236 metri e si presta bene sia a camminate brevi sia a trekking più lunghi.
- I percorsi più utili sono il giro panoramico del valico, Mondeval, Croda da Lago e l’asse Nuvolau-Averau-Cinque Torri.
- Per una mezza giornata io sceglierei Mondeval o Nuvolau; per una giornata intera, Croda da Lago.
- Il meteo cambia in fretta: in estate conviene partire presto e non sottovalutare vento, sole e temporali pomeridiani.
- In quota servono scarponcini, acqua, strato antivento e un margine di tempo per i rientri.
Perché il Passo Giau funziona così bene per chi cammina
Il primo motivo è semplice: qui il terreno è già spettacolare appena scendi dall’auto. Il secondo è più interessante, perché riguarda la struttura della zona. Passo Giau è un valico molto alto, aperto e centrale, quindi permette di avviare itinerari diversi senza perdere tempo in lunghi avvicinamenti. Questo significa che puoi scegliere tra giri brevi, anelli medi e percorsi più impegnativi senza cambiare area o logistica in modo drastico.
Io lo considero un posto ideale per chi vuole fare montagna senza complicarsi la giornata. Non è il classico punto da “foto veloce e via”: se ti fermi un po’, capisci subito perché i camminatori lo usano come base per esplorare Mondeval, Croda da Lago, Nuvolau e le Cinque Torri. In più, il paesaggio è molto leggibile: prati d’alta quota, ghiaioni, forcelle e profili dolomitici che aiutano anche chi non conosce bene la zona a orientarsi con naturalezza. Da qui vale la pena passare ai percorsi veri e propri, che sono il cuore della scelta.

I percorsi che rendono davvero il Giau interessante
Se devo essere pratico, io dividerei le escursioni attorno al passo in quattro famiglie: il giro breve panoramico, l’itinerario verso Mondeval, il trekking verso Croda da Lago e l’anello più scenografico verso Nuvolau, Averau e Cinque Torri. Qui sotto trovi una sintesi utile per capire subito quale abbia senso per il tuo livello e per il tempo che hai a disposizione.
| Itinerario | Dati indicativi | Per chi lo consiglio |
|---|---|---|
| Giro breve del valico e punto panoramico sulla Ra Gusela | 30-45 minuti, circa 1,5-2 km, dislivello minimo | Per chi vuole un assaggio veloce, fotografie e una camminata facile |
| Mondeval e Forcella Giau | 3-4,5 ore, circa 8,5-14 km a seconda dell’anello, 400-420 m di salita | Per chi cerca un trekking medio con panorama e interesse storico |
| Croda da Lago e Lago Federa | 4-5,5 ore, circa 12-14 km, 330-410 m di salita | Per chi vuole una giornata completa ma non estrema |
| Nuvolau, Averau e Cinque Torri | 3-6 ore, circa 7-12,5 km, 400-850 m di dislivello in base alla variante | Per chi vuole il grande classico del settore ampezzano, con rifugi e più alternative |
Il giro breve del valico e il colpo d’occhio sulla Ra Gusela
È il percorso più semplice, ma non per questo marginale. Se hai poco tempo, oppure vuoi iniziare la giornata senza stancarti subito, io partirei da qui. Il cammino è breve, il dislivello quasi nullo e il premio visivo è immediato: la Ra Gusela domina il panorama e rende molto bene l’idea del paesaggio dolomitico di questa zona. È anche la scelta più sensata con bambini grandi, con meteo incerto o quando vuoi fare solo una ricognizione prima di decidere se allungare.
Questo giro, da solo, non esaurisce il potenziale del passo. Serve soprattutto come apertura: ti fa prendere confidenza con l’ambiente, la quota e l’esposizione. Dopo una mezz’ora capisci già se hai voglia di salire di livello o se preferisci restare su un itinerario più tranquillo.
Mondeval e Forcella Giau
Mondeval è una scelta molto intelligente perché unisce paesaggio e contenuto. Il sentiero 436 porta fuori dal valico e apre un ambiente più ampio, con prati d’alta quota e viste continue. La parte che mi interessa di più, però, è che qui la camminata non è solo estetica: il sito di Mondeval aggiunge una dimensione storica concreta, legata al ritrovamento dell’uomo preistorico. Non è un dettaglio ornamentale, è uno dei motivi per cui questo itinerario resta memorabile anche a distanza di anni.
Come difficoltà lo definirei medio e gestibile, purché tu non sottovaluti il tempo. Il terreno è vario e il dislivello non è eccessivo, ma non è la classica passeggiata da passeggio in piano. Se vuoi una giornata che non sia né troppo breve né troppo impegnativa, è uno dei giri più equilibrati dell’area.
Croda da Lago e Lago Federa
Questo è il trekking che consiglierei a chi vuole una giornata davvero completa. Dal Passo Giau puoi imboccare il 436 verso Mondeval e poi proseguire verso la Forcella Ambrizzola e il Rifugio Croda da Lago; in alternativa, il percorso più corto per arrivare al rifugio parte dal Ponte di Rucurto e segue i sentieri 437 e 434. Il Rifugio Croda da Lago indica per questa variante circa 2 ore di cammino e 300 metri di dislivello, quindi il punto di partenza fa davvero la differenza.
Qui il vantaggio è doppio: da un lato hai un itinerario appagante e molto panoramico, dall’altro arrivi in un punto che ha senso anche come sosta vera, non solo come passaggio. Il Lago Federa e il rifugio rendono la giornata più piena, e secondo me questo è uno dei percorsi migliori se vuoi portarti a casa il lato più completo del settore Giau-Croda da Lago senza entrare in una giornata alpina troppo aggressiva.
Leggi anche: Val di Rezzalo - Come arrivare e scegliere l'itinerario giusto
Nuvolau, Averau e Cinque Torri
Se vuoi un classico delle Dolomiti ampezzane, qui vai sul sicuro. Dal Passo Giau si sale verso il Rifugio Nuvolau con più varianti: una via molto usata passa dai sentieri 452, 464 e 439, con un tempo medio di circa 2 ore e 15 minuti; un’altra passa dal 443 verso le Cinque Torri e poi sul 439. In entrambi i casi parliamo di un itinerario molto panoramico, ma non va confuso con una semplice passeggiata di quota bassa.
Io farei attenzione a un punto: la ferrata Ra Gusela esiste, ma è un’altra esperienza e richiede attrezzatura specifica. Se il tuo obiettivo è il trekking, resta sui sentieri escursionistici. È anche il modo migliore per goderti i rifugi, i passaggi tra le torri e la sensazione di stare davvero dentro il paesaggio, non solo davanti a una vista bella da fotografare. Questa varietà di opzioni rende fondamentale capire come scegliere il percorso giusto, senza farti trascinare dall’entusiasmo del momento.
Come scegliere il percorso giusto senza sovrastimarlo
La regola migliore, qui, è non tentare di fare troppo. Le escursioni attorno a Passo Giau sembrano spesso più corte di quello che sono davvero, perché il panorama distrae e il dislivello si accumula in fretta. Quando leggo una scheda tecnica, guardo sempre tre cose: tempo reale, dislivello positivo e esposizione del percorso. Il dislivello positivo è la somma dei metri di salita: è il dato che ti dice quanto ti costa davvero l’itinerario, più della sola distanza.
- Se hai 1-2 ore, resta sul giro breve del valico.
- Se hai mezza giornata, Mondeval o Nuvolau sono la scelta più equilibrata.
- Se hai una giornata intera, Croda da Lago è il percorso che restituisce di più.
- Se il meteo promette instabilità, evita combinazioni lunghe e tratti troppo esposti.
- Se sei poco allenato, non sommare in un solo giorno Croda da Lago e Nuvolau: il terreno è bello, ma non perdona l’eccesso di fiducia.
Il mio consiglio è semplice: scegli un itinerario principale e tieni il resto come variante, non come obbligo. È il modo migliore per camminare bene, non per accumulare chilometri a caso. Da qui si passa al tema che decide la qualità concreta della giornata: stagione, meteo e attrezzatura.
Quando andare e cosa mettere nello zaino
Dal punto di vista pratico, il periodo più comodo va da fine giugno a settembre, con una finestra spesso buona anche all’inizio di ottobre se il tempo regge. In quota, però, la montagna non segue il calendario in modo rigido: a inizio stagione puoi trovare neve residua, e nel cuore dell’estate il problema opposto sono i temporali pomeridiani. Per questo io partirei presto, idealmente entro le 8:00-8:30, soprattutto se vuoi fare un giro lungo o rientrare con calma.
Nello zaino terrei poche cose, ma giuste:
- Scarponcini o scarpe da trekking con suola affidabile.
- Giacca antivento o guscio impermeabile leggero.
- Acqua: 1,5-2 litri a persona sono una base ragionevole per le uscite classiche.
- Snack energetici o pranzo al sacco.
- Crema solare, cappello e occhiali da sole.
- Mappa offline o traccia GPS, soprattutto se vuoi combinare più sentieri.
- Bastoncini, utili nei tratti in discesa verso Croda da Lago o su terreni più lunghi.
Qui il dettaglio che molti sottovalutano è il sole: a 2.236 metri il caldo percepito cambia in fretta, ma l’irraggiamento resta forte. Se ti proteggi bene, il percorso pesa meno e la giornata gira meglio. A questo punto resta solo da capire come arrivare e come evitare di perdere tempo tra auto, parcheggi e navette.
Arrivare e muoversi senza perdere tempo
Passo Giau si raggiunge in auto dalla SP638, sia da Cortina d’Ampezzo sia dal lato Val Fiorentina-Selva di Cadore. Il problema non è arrivare, ma arrivare tardi: i parcheggi in quota sono limitati e nelle giornate buone si riempiono velocemente. Io considererei il passo come una partenza da gestire con anticipo, non come un posto dove improvvisare l’ora di arrivo.
Se vuoi usare i mezzi, Dolomiti Bus indica per il 2026 la linea 53 tra Cortina Scuole e Passo Giau nel periodo estivo, con orari da verificare perché possono cambiare. Questa soluzione è utile soprattutto se vuoi organizzare un itinerario lineare o un rientro diverso dalla salita, per esempio tra Passo Giau e Ponte di Rucurto nel trekking verso Croda da Lago. In pratica, i mezzi pubblici qui non sostituiscono sempre l’auto, ma possono rendere una giornata molto più intelligente quando vuoi evitare doppie salite o parcheggi al limite.
Un’altra scelta che funziona bene è partire da un punto e rientrare da un altro solo quando l’anello ha davvero senso. Se invece devi moltiplicare gli spostamenti per forza, rischi di consumare energia prima ancora di iniziare a camminare. È esattamente il contrario di quello che cerco in una giornata in montagna.
Come chiudere bene una giornata al Giau
Se dovessi ridurre tutto a una sola idea, direi questa: al Passo Giau rende meglio una sola escursione fatta bene che due mezze escursioni affrettate. Io sceglierei così: giro breve se hai poco tempo o vuoi solo ambientarti; Mondeval se cerchi equilibrio tra vista e storia; Croda da Lago se vuoi la giornata più completa; Nuvolau e Cinque Torri se preferisci il grande classico con più rifugi e un profilo di salita più vario.
- Parti presto e lascia margine per le soste.
- Guarda il meteo non solo al mattino, ma anche nel pomeriggio.
- Non confondere itinerari escursionistici e ferrate: sono due livelli diversi.
- Se sei indeciso tra due giri, scegli quello più breve e goditelo meglio.
Questa zona premia chi cammina con ritmo regolare e senza fretta di “chiudere” tutto. Se la vivi così, Passo Giau non è soltanto un valico panoramico: diventa una base molto solida per conoscere una delle parti più belle e coerenti delle Dolomiti ampezzane.