Riomaggiore-Portovenere: la traversata che non ti aspetti

Vista panoramica del sentiero Riomaggiore Portovenere, con la chiesa di San Pietro su uno sperone roccioso e il mare azzurro.

Scritto da

Gerlando Martino

Pubblicato il

28 mag 2026

Indice

Tra Riomaggiore e Portovenere non c’è una semplice passeggiata sul mare, ma una traversata vera, fatta di salite, scalini, terrazzamenti e passaggi di crinale. In questo articolo trovi i tempi realistici, il livello di difficoltà, i tratti ufficiali da conoscere, cosa mettere nello zaino e come gestire rientro e orari senza improvvisare. Io la considero una delle escursioni più complete della costa spezzina proprio perché mette insieme paesaggio, fatica e logistica in modo molto concreto.

Ecco i dati che contano davvero prima di partire

  • La traversata si legge meglio come somma di due tronchi ufficiali: 593 e 598-1.
  • Il cammino netto è di circa 5 ore se percorri il collegamento diretto, più le soste e il rientro.
  • La difficoltà base è E, ma alcune varianti del comprensorio salgono a EE e non vanno confuse con il tracciato standard.
  • Il dislivello complessivo si avvicina a 700 metri, quindi non è un itinerario da sottovalutare.
  • A Sant’Antonio e al Colle del Telegrafo trovi il nodo più comodo per una sosta, ma non conviene farci affidamento come unica fonte d’acqua.
  • Nel 2026 ha senso controllare la percorribilità aggiornata poco prima di partire, perché alcuni tratti del Parco cambiano stato durante l’anno.

Che cosa rende speciale questa traversata

La mappa ufficiale del Parco non la presenta come un unico sentiero lineare e continuo, e questo è già un indizio utile: il collegamento tra Riomaggiore e Portovenere funziona davvero se lo leggi come una traversata di mezza costa e di crinale, non come un sentiero da litorale facile. I due tronconi più importanti sono il 593, tra Telegrafo e Riomaggiore, e il 598-1, tra Portovenere e Telegrafo; sommati fanno poco più di 9 chilometri di cammino ufficiale, mentre molte guide arrivano a 12 chilometri includendo accessi, deviazioni e raccordi tra borgo e sentiero.

Questo dettaglio non è una sottigliezza da cartografo: cambia il modo in cui ti prepari. Se pensi a una classica passeggiata costiera rischi di partire con aspettative sbagliate; se invece la leggi come una traversata escursionistica, tutto torna meglio, dai tempi al ritmo di marcia. Il punto forte è proprio questo equilibrio tra mare e interno, con il nodo del Colle del Telegrafo che fa da cerniera naturale tra i due lati dell’itinerario.

Tratto Dati ufficiali Perché conta
593, Telegrafo - Riomaggiore 4,498 km, 1h45 in andata, 2h15 in ritorno, dislivello 466 m, difficoltà E È il collegamento alto che porta dal borgo al nodo del parco
598-1, Portovenere - Telegrafo 4,725 km, 3h20 in andata, 3h in ritorno, dislivello 254 m, difficoltà E È il tratto che apre la traversata verso Portovenere
593V, Riomaggiore - Montenero 1,334 km, 55 minuti in andata, dislivello 296 m, difficoltà E È una variante breve e molto utile se vuoi una versione più corta ma ancora panoramica

La lettura pratica è semplice: se vuoi il percorso completo, ti interessa la combinazione dei due tronchi principali; se hai meno tempo, puoi fermarti a Montenero o costruire un’uscita più corta attorno a Riomaggiore. Il passo successivo, però, è capire come si cammina davvero su questo terreno, perché sulla carta la distanza sembra una cosa, sul posto spesso ne senti un’altra.

Come si sviluppa il percorso passo dopo passo

Il tratto più facile da immaginare è questo: si esce da Riomaggiore, si sale rapidamente sopra il borgo, poi si cammina lungo versanti coltivati e zone di macchia mediterranea fino al Colle del Telegrafo, e da lì si ridiscende o si prosegue verso Portovenere. Non aspettarti un sentiero costiero continuo e tranquillo: il bello qui sta nell’alternanza tra gradoni, terra battuta, vecchie mulattiere e aperture improvvise sul mare.

  1. Uscita da Riomaggiore. La partenza è subito seria: si lascia il centro abitato e si guadagnano metri con decisione, spesso lungo scalinate e tratti stretti.
  2. Salita sui versanti alti. Il terreno alterna muri a secco, vigneti e tratti nel verde. È la parte in cui capisci se hai il passo giusto per la giornata.
  3. Nodo di Sant’Antonio e Telegrafo. Qui il cammino diventa più leggibile e trovi il bivio naturale del percorso. In zona ci sono una fontana e un punto ristoro, che per un escursionista fanno una differenza concreta.
  4. Discesa o prosecuzione verso Portovenere. Il versante occidentale apre vedute ampie sul Golfo dei Poeti e sull’orizzonte marino. È il tratto che regala la sensazione di arrivare davvero dall’altra parte.

In questa traversata io leggerei tutto con una regola semplice: il mare è sempre presente, ma non sempre accanto a te. Spesso lo vedi dall’alto, e proprio questa distanza crea il carattere del cammino. Finita la lettura del terreno, resta da capire quanto chieda davvero alle gambe.

Quanto è impegnativo davvero

La classificazione base è E, cioè escursionistico, e questo è già un buon segnale per chi ha un minimo di abitudine al cammino. Però il termine non va letto in modo ingenuo: qui le salite si sentono, i gradoni consumano, il sole può picchiare forte e il dislivello complessivo, nell’ordine dei 700 metri, non è banale se arrivi da settimane di sedentarietà o se hai scarpe poco adatte.

Io distinguerei così i casi più comuni:

Situazione La mia lettura
Cammini regolarmente e parti presto È una giornata molto sensata, anche piacevole, purché tu tenga un passo costante
Vuoi fare una passeggiata panoramica senza fatica Non è la scelta giusta: qui la componente escursionistica è reale
Hai poco tempo ma vuoi un assaggio del paesaggio Meglio una variante corta, per esempio Montenero, oppure un tratto singolo del percorso
Piove da poco o il terreno è scivoloso Meglio rimandare: scalini e fondo irregolare diventano subito più scomodi

Un’altra cosa che confonde molti è la sigla EE. Se la vedi su alcune varianti del comprensorio, significa escursionisti esperti: non è il tracciato standard che sto descrivendo qui. Io la leggo come un campanello d’allarme molto semplice: se il tuo obiettivo è il collegamento tra Riomaggiore e Portovenere, resta sui tronchi ufficiali principali e non allargarti a varianti più tecniche senza motivo. A quel punto il tema non è più la difficoltà in sé, ma quanto bene ti prepari.

Come prepararti senza portarti dietro troppo

Su questo itinerario la preparazione giusta non è quella dello zaino più pieno, ma quella più intelligente. Io non partirei mai con l’idea di “vedere come va”: qui il margine si crea prima, non durante.

  • Acqua. Porta almeno 1,5 litri a persona; in estate io starei più vicino ai 2 litri, soprattutto se parti dopo le 9:00.
  • Scarpe. Serve una suola con buon grip. Le sneaker cittadine lisce sono una pessima idea su scalini e tratti sconnessi.
  • Cibo. Metti nello zaino uno snack salato e uno zuccherino. Non serve un pranzo pesante, ma non conviene nemmeno contare solo sull’arrivo.
  • Protezione dal sole. Cappello, crema e una maglia leggera da vento fanno più differenza di quanto sembri, perché alcuni tratti sono esposti.
  • Traccia offline. Se il telefono perde campo o la batteria cala, una mappa salvata offline evita esitazioni inutili.
  • Orario. Nei mesi caldi io partirei presto, idealmente tra le 7:30 e le 9:00, per non trasformare la salita in una prova di resistenza al caldo.

Un errore molto comune è trattare la sosta come un optional. In realtà, una pausa breve ma ben piazzata a Sant’Antonio o al Telegrafo cambia la qualità della giornata: bevi, mangi qualcosa, resetti il passo e arrivi meglio all’ultimo tratto. E qui entra in gioco la logistica, che in questa escursione conta quasi quanto il sentiero.

Come organizzare partenza e rientro senza perdere tempo

La parte più sottovalutata di questa escursione è che non è circolare. Portovenere non ha la ferrovia, quindi il modo in cui imposti partenza e rientro pesa molto sulla riuscita della giornata. Se arrivi in treno, Riomaggiore è spesso il punto più semplice da usare come base iniziale; se invece dormi a Portovenere, partire da lì può essere più comodo, ma devi avere già chiaro come tornare indietro.

Le soluzioni che funzionano meglio, nella pratica, sono tre:

  • Andata a piedi e rientro con i mezzi pubblici. È la formula più equilibrata se vuoi fare il percorso senza stressarti con l’auto.
  • Partenza da Riomaggiore e arrivo a Portovenere. La preferisco se vuoi chiudere la giornata sul mare e poi rientrare verso La Spezia con bus o battello, quando disponibile.
  • Partenza da Portovenere e arrivo a Riomaggiore. Ha senso se vuoi sfruttare la luce del mattino sul borgo e arrivare al treno con più facilità.

Se arrivi in auto, il mio consiglio è semplice: non basare il piano sulla ricerca del parcheggio perfetto nel centro dei borghi. Meglio lasciare l’auto dove ha davvero senso farlo e usare il trasporto locale per l’ultimo miglio. In estate, inoltre, il fattore folla cambia parecchio la percezione del percorso: partire presto significa anche camminare con più calma e trovare meglio i punti di sosta. La regola finale, però, è ancora più pratica: il percorso rende davvero solo se gli lasci il suo tempo.

Il modo migliore per chiudere la giornata senza correre

Se devo dare un consiglio netto, è questo: non trattare questa traversata come un trasferimento tra due borghi, ma come una giornata intera di paesaggio. Parti con margine, controlla la percorribilità aggiornata del giorno prima, tieni lo zaino essenziale e non inseguire ogni variante solo perché compare sulla mappa. Qui la qualità dell’esperienza dipende molto più dal ritmo che dalla quantità di chilometri.

La parte che ricordo come più riuscita, in questi itinerari, è quasi sempre la stessa: un passo regolare, una sosta breve al momento giusto, e il tempo di guardare davvero il mare invece di inseguirlo. Se fai così, il collegamento tra Riomaggiore e Portovenere smette di essere una voce su una cartina e diventa un cammino che ti resta addosso.

Domande frequenti

La distanza ufficiale è di circa 9 km, combinando i sentieri 593 e 598-1. Alcune guide includono accessi e deviazioni, arrivando fino a 12 km. Considera circa 5 ore di cammino netto, più le soste.

La difficoltà base è "E" (escursionistico), ma non è una passeggiata. Il percorso presenta salite, scalini e un dislivello complessivo di circa 700 metri. Richiede una buona preparazione fisica e scarpe adatte.

Porta almeno 1,5-2 litri d'acqua, snack salati e zuccherini, cappello, crema solare e una maglia leggera. Una traccia offline sul telefono è utile. Parti presto per evitare il caldo estivo.

Se cammini regolarmente, è fattibile. Se cerchi una passeggiata senza fatica, non è l'ideale. Per un assaggio del paesaggio, considera varianti più brevi come Montenero. Evita il percorso con terreno bagnato o scivoloso.

Il percorso non è circolare. La soluzione migliore è l'andata a piedi e il rientro con mezzi pubblici (bus o battello da Portovenere verso La Spezia). Partire da Riomaggiore e arrivare a Portovenere è spesso preferibile per chiudere la giornata sul mare.

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Gerlando Martino

Sono Gerlando Martino, un appassionato di viaggi e cultura italiana con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Ho dedicato la mia carriera a esplorare le ricchezze e le diversità del nostro paese, analizzando itinerari unici e scoprendo storie affascinanti che meritano di essere raccontate. La mia specializzazione si concentra sulla valorizzazione delle tradizioni locali e sull'analisi dei luoghi meno conosciuti, offrendo ai lettori una prospettiva autentica e originale. Nel mio lavoro, mi impegno a semplificare dati complessi e a presentare informazioni in modo chiaro e accessibile. La mia missione è fornire contenuti sempre aggiornati e obiettivi, affinché ogni lettore possa pianificare viaggi indimenticabili e scoprire la bellezza della cultura italiana. Con un occhio attento alla qualità e alla veridicità delle informazioni, mi dedico a garantire che ogni articolo rispecchi la mia passione per l'Italia e il mio desiderio di condividere esperienze significative.

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