Basta lasciare Bomerano alle spalle per ritrovarsi su un balcone naturale sospeso sulla Costiera Amalfitana. Quello che molti chiamano il cammino degli dei è un trekking panoramico tra Agerola, Nocelle e Positano, ma non una semplice passeggiata: servono scarpe adatte, acqua e un minimo di preparazione. Qui raccolgo il percorso più sensato, i tempi reali, i collegamenti e gli errori da evitare.
Un trekking panoramico da affrontare con passo tranquillo
- Partenza: Piazza Paolo Capasso, nella frazione Bomerano di Agerola.
- Arrivo principale: Nocelle, frazione alta di Positano.
- Distanza: circa 5-7 km fino a Nocelle, in base agli accessi considerati.
- Durata: da 2,5 a 4 ore fino a Positano, soste comprese.
- Difficoltà: escursionistica, con tratti esposti e una lunga scalinata finale.
- Periodo migliore: primavera e autunno, evitando le ore più calde.

Che percorso si fa davvero da Bomerano a Nocelle
Il tracciato più famoso è il Sentiero CAI 327, che parte da Bomerano e termina a Nocelle. L’itinerario attraversa pareti calcaree, terrazzamenti, piccoli boschi, ruderi e belvedere affacciati sul mare, con Capri e gli isolotti Li Galli visibili nelle giornate limpide.
Il punto di partenza è Piazza Paolo Capasso, vicino alla chiesa di San Matteo. Dopo il primo tratto tra le abitazioni si raggiungono la Grotta del Biscotto e il bivio di Colle La Serra, dove si può scegliere tra un tratto più panoramico e leggermente più esposto oppure una variante più prudente.
| Tratto | Tempo indicativo | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Bomerano - Grotta del Biscotto | 30-45 minuti | Avvio semplice, panorama in apertura e primi tratti su fondo irregolare. |
| Grotta del Biscotto - Colle La Serra | 45-60 minuti | Sentiero panoramico con alcuni passaggi esposti. |
| Colle La Serra - Nocelle | 60-90 minuti | Tratti boscosi, rocce, gradini e vista sempre più ampia sulla costa. |
| Nocelle - Positano | 60-90 minuti | Discesa su circa 1.500-1.700 gradini, impegnativa soprattutto per ginocchia e polpacci. |
Le indicazioni sulla distanza cambiano perché alcune misurazioni considerano solo il sentiero principale, mentre altre includono gli accessi e la discesa verso Positano. Per organizzarsi, io calcolo sempre almeno mezza giornata, soprattutto se voglio fermarmi nei punti panoramici invece di camminare con il cronometro in mano.
Quanto è difficile e per chi è adatto
La classificazione CAI è E, escursionistico. In pratica, il percorso non richiede tecniche alpinistiche né attrezzatura speciale, ma presenta terreno sconnesso, gradoni, brevi tratti senza protezione e passaggi dove è necessario guardare bene dove si mettono i piedi.
Il tratto tra Bomerano e Nocelle è prevalentemente in discesa o con pendenze moderate. La difficoltà aumenta alla fine, quando si decide di proseguire a piedi fino a Positano. I gradini sono il vero banco di prova, non tanto per la resistenza cardiovascolare quanto per ginocchia, caviglie e quadricipiti.
La preparazione minima che fa la differenza
Non serve allenarsi come per una gara, ma consiglio di riuscire a camminare per almeno 3-4 ore consecutive su terreno collinare. Nei giorni precedenti è utile inserire qualche salita e discesa, perché la lunga scalinata finale affatica in modo diverso rispetto a un normale sentiero.
Con bambini piccoli sceglierei il tratto fino a Nocelle e valuterei sul posto se continuare. Alcuni punti sono esposti e non sempre protetti, quindi i bambini devono essere abituati alla montagna e restare sotto controllo diretto dell’adulto.
Cosa mettere nello zaino
- Scarpe da trekking con suola scolpita, soprattutto dopo giornate umide.
- Almeno 1,5 litri d’acqua a persona, da aumentare in estate.
- Cappellino, crema solare e occhiali da sole.
- Pranzo al sacco o snack energetici.
- Un guscio leggero, perché il vento può cambiare rapidamente sui tratti aperti.
- Telefono con batteria carica e una traccia offline del percorso.
Sandali, scarpe da città e infradito sono una pessima idea. Ho visto più di una persona arrivare a Nocelle con le gambe ancora fresche ma con vesciche dolorose, semplicemente perché aveva sottovalutato il fondo pietroso.
Sentiero basso o variante alta
Il nome viene talvolta usato per indicare itinerari diversi dei Monti Lattari. Per una prima esperienza sceglierei il sentiero basso da Bomerano a Nocelle, che offre il panorama più riconoscibile ed è anche il percorso più accessibile.
| Variante | Punti di forza | Limiti | A chi la consiglio |
|---|---|---|---|
| Sentiero basso | Panorami sulla Costiera, percorso intuitivo e dislivello gestibile. | Affollamento, tratti esposti e molti gradini verso Positano. | Prima escursione, fotografi e viaggiatori con allenamento normale. |
| Variante alta | Più solitudine, ambiente montano e prospettive diverse. | Più dislivello, orientamento meno immediato e maggiore impegno. | Escursionisti abituati ai Monti Lattari. |
La variante alta può essere interessante per chi cerca un’esperienza più selvaggia, ma non la sceglierei solo per evitare la folla. Prima di percorrerla controllerei con attenzione segnaletica e condizioni, perché alcuni tratti possono risultare meno evidenti rispetto all’itinerario classico.
Come arrivare e come organizzare il ritorno
Per raggiungere Bomerano si può usare l’autobus da Amalfi, mentre esistono collegamenti anche dal versante di Castellammare di Stabia e da Napoli. Gli orari cambiano in base alla stagione, quindi per un’escursione nel 2026 conviene controllare il giorno prima le corse effettive e gli eventuali servizi navetta organizzati dal Comune.
Arrivare in auto è possibile, ma il parcheggio vicino alla piazza è limitato e nei periodi affollati diventa la parte più stressante della giornata. Se scelgo la macchina, parto presto e non conto sul fatto di trovare posto esattamente davanti all’accesso.
Da Nocelle a Positano
Da Nocelle si può scendere a Positano a piedi attraverso la lunga scalinata oppure utilizzare l’autobus locale. La prima opzione è scenografica, ma aggiunge oltre un’ora di discesa e mette a dura prova le gambe già stanche.
Per questo, quando il trekking è solo una parte di una giornata sulla costa, preferisco arrivare a Nocelle e scendere con i mezzi. Da Positano è poi possibile rientrare verso Amalfi o Sorrento in autobus; nei mesi più caldi possono essere disponibili anche collegamenti via mare, ma vanno verificati in anticipo.
Chi lascia l’auto ad Agerola deve pianificare bene il rientro. Il modo più semplice è tornare a Bomerano con i collegamenti pubblici, mentre un taxi o un transfer privato può essere più pratico per gruppi numerosi, anche se il costo cresce rapidamente.
Quando andare e quali errori evitare
I mesi migliori sono aprile, maggio, ottobre e novembre, quando le temperature permettono di camminare senza trasformare ogni salita in una lotta contro il caldo. Giugno e settembre possono essere ottimi, ma conviene partire presto. In piena estate eviterei le ore centrali, soprattutto perché molti tratti hanno poca ombra.
Dopo piogge intense il fondo può diventare scivoloso e alcuni passaggi possono richiedere prudenza. Prima di partire verifico sempre eventuali ordinanze, chiusure temporanee e condizioni del sentiero presso gli enti locali, senza dare per scontato che un itinerario famoso sia automaticamente percorribile in ogni momento.
Leggi anche: Rifugi facili Val Camonica - La guida per gite senza stress
Gli sbagli più comuni
- Partire tardi e affrontare la parte più esposta nelle ore calde.
- Portare poca acqua perché si presume di trovare fontane lungo tutto il percorso.
- Confondere l’arrivo a Nocelle con l’arrivo nel centro di Positano.
- Affrontare la scalinata finale con scarpe inadatte o senza riserve di energia.
- Fermarsi sul bordo del sentiero per scattare foto senza controllare il passaggio degli altri escursionisti.
- Seguire una traccia vecchia senza verificare deviazioni e segnaletica sul posto.
La fotografia perfetta può aspettare qualche secondo. Io mi fermo sempre in un punto largo, lontano dal bordo, e tengo lo zaino ben chiuso: sembra un dettaglio, ma sui passaggi stretti evita molti inconvenienti.
Il modo migliore per ricordare questa escursione
Il valore del percorso non sta soltanto nel panorama sul mare. Lungo il cammino si incontrano antichi terrazzamenti, grotte, ruderi e tracce della vita contadina che per secoli ha collegato i piccoli centri dei Monti Lattari.
Per goderselo davvero, sceglierei una partenza mattutina da Bomerano, un ritmo lento fino a Nocelle e una decisione presa in anticipo sulla discesa verso Positano. Il trekking riesce meglio quando si lascia spazio alle soste, non quando si cerca di completarlo nel minor tempo possibile.
Se il cielo è limpido, il mare è calmo e le gambe hanno ancora energia, la giornata può concludersi a Positano. Se invece il caldo o la fatica si fanno sentire, fermarsi a Nocelle non significa accorciare l’esperienza, ma averla organizzata con buon senso.