Una giornata sul Sentiero degli Dei può diventare il momento più memorabile della Costiera Amalfitana, ma solo se si scelgono bene direzione, stagione e collegamenti. Il percorso attraversa i Monti Lattari tra Bomerano, frazione di Agerola, e Nocelle, sopra Positano, offrendo panorami spettacolari ma anche tratti esposti e irregolari. Qui raccolgo le informazioni che servono davvero per organizzare l’escursione senza sottovalutarne la difficoltà.
Le informazioni essenziali per vivere bene il Sentiero degli Dei
- Itinerario consigliato: da Bomerano ad Agerola verso Nocelle, quasi sempre in discesa.
- Distanza: considera circa 6-8 km, in base alla variante e ai raccordi scelti.
- Durata: servono mediamente 3-4 ore con soste e fotografie.
- Difficoltà: livello escursionistico, con fondo roccioso, saliscendi e alcuni passaggi esposti.
- Rientro: da Nocelle puoi proseguire verso Positano oppure usare autobus e collegamenti locali.
Che cos’è davvero il Sentiero degli Dei
Il Sentiero degli Dei è il celebre percorso panoramico che collega Bomerano, ad Agerola, e Nocelle, frazione alta di Positano. Si snoda lungo il versante dei Monti Lattari, tra pareti calcaree, terrazzamenti agricoli, vecchie costruzioni rurali e viste aperte sul Golfo di Salerno, Capri e gli isolotti Li Galli.
Il nome può sembrare esagerato, ma qui ha una sua logica. Il sentiero corre in quota rispetto alla costa e permette di osservare Positano dall’alto, con il mare sempre presente sullo sfondo. Io lo considero soprattutto un itinerario di paesaggio, più che una semplice passeggiata, perché la bellezza cambia continuamente insieme alla morfologia della montagna.
La distanza indicata varia secondo il punto esatto di partenza, la variante scelta e il modo in cui si calcolano i raccordi. Il tracciato CAI principale riporta circa 5,3 km e 2 ore di percorrenza, mentre per l’esperienza classica da Bomerano a Nocelle è più prudente prevedere 6-8 km e almeno 3 ore, considerando pause, orientamento e fotografie.
| Dato | Indicazione pratica |
|---|---|
| Punto di partenza | Piazza Paolo Capasso, Bomerano di Agerola |
| Punto di arrivo | Nocelle, frazione di Positano |
| Quota indicativa | Da circa 630 metri a circa 420-437 metri |
| Tempo realistico | 3-4 ore con soste |
| Difficoltà CAI | E, cioè escursionistica |

Il percorso migliore da Bomerano a Nocelle
La direzione che consiglio è quella da Bomerano verso Nocelle. Il cammino tende a essere più agevole in discesa e il panorama si apre davanti agli occhi, invece di rimanere alle spalle. Partire da Positano e salire verso Agerola è possibile, ma richiede più energia e rende meno fluida una giornata già impegnativa.
Da Piazza Paolo Capasso alla Grotta del Biscotto
Da Piazza Paolo Capasso si attraversa il borgo di Bomerano seguendo le indicazioni per il sentiero. Dopo il primo tratto tra le case, il percorso passa vicino alla Grotta del Biscotto, una parete rocciosa friabile caratterizzata da antichi depositi cementati. Qui il fondo può essere sconnesso e conviene iniziare già con scarpe da trekking ai piedi.
Colle La Serra e le due varianti
Arrivati verso Colle La Serra, il tracciato presenta una variante alta e una bassa. La variante più esposta regala spesso il panorama più ampio, mentre quella alternativa è una scelta più prudente per chi soffre il vuoto o preferisce un passaggio meno aereo. Le due opzioni si ricongiungono più avanti, quindi non è necessario forzarsi a scegliere il tratto più spettacolare.
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L’arrivo a Nocelle
Dopo una serie di saliscendi moderati si raggiunge Nocelle, dove è possibile fermarsi per una pausa. Il sentiero vero e proprio termina qui, non nel centro di Positano. Per arrivare in paese si può scegliere tra autobus, taxi oppure la discesa a piedi, che comprende circa 1.700 gradini e un tratto su strada dove bisogna prestare molta attenzione al traffico.
Quanto è difficile e per chi è adatto
Il CAI Monti Lattari classifica il percorso con il livello E, escursionistico. Non è un’arrampicata e non richiede tecniche alpinistiche, ma non va confuso con una passeggiata urbana. Il terreno alterna pietre, terra, gradini naturali e brevi tratti affacciati sul vuoto.
Per me il punto decisivo non è tanto la lunghezza, quanto la combinazione tra fondo irregolare, esposizione e caldo. Una persona abituata a camminare può completarlo senza problemi particolari, mentre chi conduce una vita sedentaria dovrebbe procedere con calma e lasciare tempo per le pause.
- È adatto a escursionisti con una discreta preparazione fisica.
- Può essere affrontato da ragazzi abituati ai sentieri, sempre sotto supervisione.
- È poco indicato per passeggini, carrozzine e persone con difficoltà motorie.
- Chi soffre di vertigini dovrebbe preferire la variante meno esposta.
- Con pioggia, vento forte o fondo bagnato la difficoltà aumenta sensibilmente.
Non sceglierei sandali aperti o scarpe da ginnastica con suola liscia. Servono scarpe con buona aderenza, uno zaino leggero e bastoncini se si è abituati a usarli. Il bastone non sostituisce l’attenzione nei passaggi esposti, ma aiuta soprattutto nei tratti in discesa.
Come arrivare e rientrare senza complicare la giornata
Il punto di partenza è Piazza Paolo Capasso a Bomerano. Da Amalfi si raggiunge Agerola con gli autobus della linea locale, mentre in auto bisogna considerare con attenzione parcheggi e tempi di percorrenza, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Io eviterei di pianificare l’escursione contando su un solo collegamento serale, perché gli orari possono cambiare e i mezzi possono riempirsi rapidamente.
La soluzione più semplice è organizzare il trekking in una sola direzione. Si arriva a Bomerano al mattino, si cammina fino a Nocelle e da lì si prosegue verso Positano con autobus o taxi. Se vuoi scendere a piedi, metti in conto non solo i gradini, ma anche il successivo tratto stradale fino al centro.
Chi lascia l’auto ad Agerola deve programmare il ritorno con maggiore precisione. Dal lato di Positano si può rientrare verso Amalfi con i collegamenti locali e poi cambiare autobus, oppure valutare un taxi privato. Prima della partenza controllerei sempre gli orari aggiornati, soprattutto nei mesi di bassa stagione e nei giorni festivi.
Il sentiero non richiede un biglietto di ingresso. Le spese dipendono invece da trasporti, parcheggio, taxi e consumazioni. Per questo conviene portare con sé una piccola riserva di contanti, oltre a una batteria esterna per il telefono.
Quando partire, cosa portare e come inserirlo nel viaggio
I mesi più piacevoli sono generalmente la primavera e l’autunno, quando le temperature sono più gestibili e la luce valorizza il profilo della costa. In estate partirei molto presto, idealmente entro le 8 del mattino, perché alcuni tratti sono esposti al sole e il caldo può rendere faticosa anche una distanza moderata.
Prima di partire bisogna verificare lo stato del percorso presso gli enti locali e il CAI, soprattutto dopo temporali, incendi o lavori di manutenzione. Una mappa offline è utile perché la copertura telefonica non è garantita in ogni punto.
- Acqua: porta almeno 1,5-2 litri a persona nelle giornate calde.
- Cibo: aggiungi uno spuntino energetico, perché non ci sono servizi regolari lungo tutto il tracciato.
- Protezione: cappello, crema solare e occhiali sono importanti nei tratti scoperti.
- Sicurezza: tieni il telefono carico e comunica a qualcuno l’itinerario previsto.
- Ritmo: lascia margine per soste e imprevisti, senza fissare una coincidenza troppo ravvicinata.
Se il viaggio in Italia alterna natura e città, trovo utile inserire anche un percorso urbano come un itinerario Pistoia. Dopo una giornata sui Monti Lattari, una visita a piedi tra arte e sapori può offrire un ritmo diverso senza rinunciare alla scoperta del territorio.
Il dettaglio finale che rende l’escursione più piacevole
Il Sentiero degli Dei dà il meglio di sé quando non viene trattato come una gara. Io preferisco partire presto, camminare senza fretta e arrivare a Nocelle con abbastanza energie per decidere sul momento se scendere a Positano oppure fermarmi più a lungo in quota.
Chi desidera prolungare il viaggio con una tappa culturale può abbinare la Costiera a Siena e Val d’Orcia, creando un itinerario italiano che alterna panorami marini, borghi e patrimonio storico. La regola più utile resta semplice: controlla il meteo, scegli scarpe adatte e considera Nocelle come il vero arrivo del trekking, non come una fermata intermedia.