La costa orientale della Sardegna mette insieme spiagge molto diverse tra loro: dune lunghissime, calette raggiungibili solo a piedi o in barca, baie riparate per chi viaggia con bambini e fondali perfetti per lo snorkeling. In questa guida raccolgo le mete che meritano davvero spazio in un itinerario, con indicazioni pratiche su accesso, atmosfera e periodo migliore. L’obiettivo è semplice: aiutarti a scegliere il mare giusto senza trasformare una giornata di vacanza in un problema di logistica.
Le tappe dell’est sardo che valgono davvero il viaggio
- San Teodoro e Tavolara sono la zona più semplice se vuoi spiagge ampie, acqua bassa e servizi.
- Golfo di Orosei è il tratto più spettacolare, ma spesso richiede barca, trekking o accesso regolato.
- Ogliastra offre un equilibrio interessante tra bellezza e vivibilità, con spiagge meno scontate.
- Villasimius, Castiadas e Costa Rei sono la scelta più facile per un mare scenografico ma raggiungibile senza complicazioni.
- Se vuoi evitare errori, parti presto, controlla vento e parcheggi, e non sottovalutare i tempi di spostamento lungo la SS125.
Le tappe che metterei in cima alla lista
Se dovessi restringere tutto l’est della Sardegna a poche tappe, partirei da qui. Non sono tutte uguali e il bello sta proprio nelle differenze: alcune spiagge funzionano perché sono semplici e ampie, altre perché sono scenografiche e quasi selvagge. Questa distinzione evita aspettative sbagliate e ti aiuta a scegliere il posto giusto per la giornata giusta.
| Spiaggia | Zona | Perché vale | La scegli se... |
|---|---|---|---|
| La Cinta | San Teodoro | Circa 5 km di sabbia fine, fondale basso, servizi | Vuoi comodità, spazio e una giornata semplice |
| Cala Brandinchi | San Teodoro | Effetto laguna, acqua bassissima, colore tropicale | Cerchi il colpo d’occhio più forte della zona |
| Lu Impostu | San Teodoro e Tavolara | Ampia, luminosa, più ariosa di Brandinchi | Vuoi bellezza senza la massima pressione turistica |
| Cala Luna | Golfo di Orosei | Circa 800 metri, grotte naturali, scenografia iconica | Vuoi una cala simbolo dell’est sardo |
| Cala Mariolu | Baunei | Ciottoli chiari, acqua trasparente, ottima per snorkeling | Ti muovi in barca e ami il mare limpido |
| Cala Goloritzé | Baunei | Arco naturale, guglia di Monte Caroddi, panorama unico | Accetti trekking o prenotazione e vuoi il paesaggio più famoso |
| Cea | Ogliastra | Più di 1 km di sabbia chiara, fondale basso | Viaggi con bambini o vuoi stare comodo |
| Porto Frailis | Arbatax | Circa 200 metri, baia protetta dal vento | Cerchi una sosta facile e riparata |
| Punta Molentis | Villasimius | Baia da cartolina, acqua chiarissima, sabbia rosa sul bagnasciuga | Vuoi una spiaggia molto fotogenica |
| Cala Pira | Castiadas | Arco di 400 metri, dune morbide, torre panoramica | Vuoi un posto scenografico ma meno frenetico |
Questa lista non è pensata per impressionare, ma per farti risparmiare tempo. Se il tuo viaggio si concentra su giorni facili e pochi spostamenti, il nord-est è la scelta più comoda. Se invece vuoi l’effetto wow, il passo successivo è il Golfo di Orosei, dove le distanze si riducono ma la fatica aumenta.
Nel nord-est tra San Teodoro e Tavolara, la comodità fa la differenza
Qui il mare si vive con meno complessità: parcheggi, spiagge ampie, servizi e acqua bassa. Per me è la zona più intelligente se viaggi con bambini, se hai un solo giorno o se non vuoi organizzare ogni sosta come una piccola spedizione. Il contraltare è che, proprio perché è semplice, in alta stagione diventa anche la parte più frequentata.San Teodoro tra comfort e paesaggio tropicale
La Cinta è la spiaggia più equilibrata della zona: circa cinque chilometri di sabbia finissima, fondale basso e un contesto che rimane piacevole anche quando c’è gente. Io la considero la scelta giusta quando vuoi fare una giornata piena, con servizi e spazio per camminare senza sentirti chiuso.Cala Brandinchi, spesso chiamata Tahiti, punta tutto sull’effetto laguna: sabbia chiara, acqua bassissima per molti metri e un impatto visivo fortissimo. Funziona bene se arrivi presto e se accetti che, nei mesi più caldi, non sia una spiaggia da decidere all’ultimo minuto.
Lu Impostu è la soluzione più furba per chi vuole restare nell’area di San Teodoro ma con una sensazione un po’ meno compressa. È ampia, luminosa e più ariosa, quindi la sceglierei quando il desiderio è mare bello ma senza l’energia un po’ caotica di Brandinchi.
Tavolara e le calette più tranquille
Puntaldìa e la Spiaggia delle Vacche sono due nomi utili quando il vento cambia o quando vuoi un punto panoramico meno prevedibile. La prima è riparata in caso di tramontana o maestrale e piace anche a chi pratica windsurf; la seconda è minuscola, con circa trenta metri di sabbia, ma regala un colpo d’occhio bellissimo su Tavolara e Molara. Se vuoi fotografare il mare, qui il paesaggio conta quasi quanto il bagno.
Questa parte dell’isola è il mio punto di partenza consigliato per chi vuole semplicità. Da qui, però, il viaggio migliora ancora se ti sposti verso le cale del Golfo di Orosei, dove il mare diventa più drammatico e meno comodo, ma anche più memorabile.

Nel golfo di Orosei, invece, conta scegliere come arrivarci
Qui il mare cambia carattere. Le spiagge sono più teatrali, spesso incorniciate da falesie alte, e la domanda giusta non è “qual è la più bella?”, ma “quanto sforzo voglio mettere nella giornata?”. È un tratto di costa che premia chi accetta qualche limite in cambio di un paesaggio molto più netto e memorabile.
Cala Luna e Cala Fuili per entrare nel golfo senza esagerare
Cala Luna è lunga circa 800 metri, ha le grotte sul retro e un mare che passa dal turchese all’azzurro profondo. È una delle spiagge simbolo dell’est sardo, ma va capita: non è una baia da parcheggio e ombrellone come La Cinta. Si arriva meglio in barca, anche se il trekking è una parte importante dell’esperienza.
Cala Fuili è la versione più accessibile di quel paesaggio: la raggiungi con una scalinata tra rocce e vegetazione, quindi è una buona scelta se vuoi fare una cala scenografica senza affrontare subito un’uscita in barca.
Cala Mariolu, Biriola e Goloritzé se vuoi il lato più selvaggio
Cala Mariolu è famosa per i ciottoli chiari, quasi rosa e bianchi, e per l’acqua trasparente. La vedo soprattutto come spiaggia da abbinare a un’escursione in barca o a una giornata di snorkeling, non come semplice tappa di passaggio.
Cala Biriola è più raccolta e intima; qui il colpo d’occhio nasce dall’insieme di falesia, macchia mediterranea e mare limpido. È meno facile di altre spiagge del golfo, ma proprio per questo spesso lascia un ricordo più netto.
Cala Goloritzé resta la più iconica: arco naturale, guglia di Monte Caroddi e falesie altissime. Nel 2026 l’accesso è regolato e io la pianificherei con anticipo, perché è una di quelle tappe che non si improvvisano. Se scegli il sentiero da Baunei, preparati a una discesa di circa 3,6 chilometri con oltre 500 metri di dislivello: è breve, ma non è banale.
Qui il punto non è vedere “una bella spiaggia”, ma decidere quanta fatica sei disposto a mettere nel viaggio. Se cerchi qualcosa di più morbido, l’Ogliastra poco più a sud offre un equilibrio molto interessante.
Ogliastra e Arbatax per chi vuole mare bello senza troppa pressione
Questa è la fascia che spesso sorprende chi ha già visto le foto famose di San Teodoro e Baunei. Le spiagge restano belle, ma cambiano ritmo: ci sono più tratti vivibili, meno allestimento scenico e più possibilità di stare davvero bene per un’intera giornata. È una costa che io apprezzo molto quando voglio un mare solido, non solo una cartolina.
Cea e Porto Frailis quando vuoi stare più comodo
Cea è una spiaggia lunga, chiara e rilassante: sabbia morbida, fondale basso e un tratto costiero che supera il chilometro. La consiglio spesso a chi viaggia con bambini o semplicemente non vuole pensare troppo a sentieri e scogli.
Porto Frailis, ad appena un chilometro da Arbatax, è più piccola e raccolta, circa 200 metri, ma ha un vantaggio chiaro: è protetta dai venti e funziona bene quando vuoi una mezza giornata di mare senza complicazioni.
La costa di Tertenia per chi cerca spazio
Foxi Manna è diversa: più ampia, più aperta, più adatta a chi vuole una spiaggia lunga e meno serrata. In questo tratto la costa si distende e lascia respirare il paesaggio; è una buona scelta se viaggi in camper o se preferisci parcheggiare e restare fermo senza dover cambiare spiaggia ogni poche ore.
Non tutte le spiagge belle devono per forza essere famose. In questa fascia della Sardegna orientale capisci subito che il mare può essere scenografico anche quando è più semplice da vivere. Da qui il passaggio naturale è il sud-est, dove Villasimius e Castiadas alzano ancora il livello della parte più fotografabile del viaggio.

Villasimius, Castiadas e Costa Rei chiudono il giro con le baie più fotogeniche
Questa è la zona in cui il mare sembra costruito per restare in memoria: colori forti, sabbie chiare, insenature regolari e una quantità di spiagge abbastanza alta da permetterti di trovare sempre un’alternativa. Se devo scegliere un’area che funziona bene quasi a chiunque, dal weekend veloce alla vacanza più lunga, qui la risposta è spesso sì.
Villasimius tra comfort e colori forti
Porto Giunco è una delle immagini classiche del sud-est: si trova a circa 45 chilometri da Cagliari, ha sabbia chiarissima e un mare tranquillo che sembra staccarsi dal resto della costa per equilibrio e luminosità. Se devo pensare a una spiaggia che funzioni quasi per tutti, la metto molto in alto.
Simius e Campulongu sono le alternative più pratiche quando vuoi restare vicino al centro abitato. Simius è ampia e protetta dal vento, Campulongu ha un fondale basso per decine di metri e una pineta utile nelle ore calde. Sono due nomi molto utili se il viaggio deve rimanere semplice e piacevole.
Punta Molentis è l’opposto del mare anonimo: acqua limpidissima, sabbia bianchissima, riflessi rosati e una forma di baia che sembra costruita apposta per le foto. Però va presa per quello che è: bellissima, sì, ma anche molto richiesta. Io la terrei per un giorno in cui posso partire presto e non ho fretta.
Castiadas e Costa Rei per una giornata lunga
Cala Pira mette insieme 400 metri di sabbia finissima, dune morbide, ginepri secolari e una torre che le dà un profilo immediatamente riconoscibile. È una delle spiagge che io associo più facilmente a un’estate riuscita: scenografica, ma non intimidatoria.
Cala Sinzias gioca su un’altra scala: due chilometri di sabbia fine, mare trasparente e spazio sufficiente per assorbire meglio l’afflusso. È uno dei posti più sensati se vuoi un lungo soggiorno al mare senza sentirti soffocare.
Nel sud-est trovi quindi il miglior compromesso tra bellezza e organizzazione. E, se devo essere pratico fino in fondo, è proprio il tipo di compromesso che spesso rende un viaggio più riuscito di una corsa dietro alla spiaggia “più famosa” in assoluto.
Come scegliere la spiaggia giusta in base al tipo di viaggio
Quando confronto le spiagge dell’est sardo, non parto quasi mai dalla fama. Parto dal tipo di viaggio. È il modo più semplice per evitare errori: una cala perfetta per lo snorkeling può essere scomoda con i bambini, mentre una spiaggia lunga e attrezzata può risultare un po’ piatta se cerchi l’effetto sorpresa.
- Famiglie con bambini - La Cinta, Lu Impostu, Porto Giunco, Cea, Campulongu, Cala Sinzias.
- Snorkeling e mare trasparente - Cala Mariolu, Cala Goloritzé, Cala Biriola, Spiaggia delle Vacche, Cala Luna.
- Effetto wow e fotografie - Cala Brandinchi, Punta Molentis, Cala Pira, Cala Luna.
- Viaggio senza troppa fatica - Simius, La Cinta, Porto Frailis, Foxi Manna.
- Una sola grande escursione - Cala Goloritzé, perché unisce trekking, paesaggio e mare in un unico colpo.
Se ti riconosci in una di queste situazioni, la scelta si semplifica molto. E qui arriviamo al punto che fa la differenza tra una giornata riuscita e una giornata stancante: la logistica. È l’aspetto meno fotogenico, ma quello che rovina più spesso le aspettative.
I dettagli pratici che fanno davvero la differenza
La costa orientale della Sardegna è bellissima, ma non è uguale ovunque. Il vento cambia il carattere del mare, le distanze sembrano brevi sulla mappa ma richiedono tempo reale, e alcune spiagge richiedono più preparazione di quanto si pensi. Se vuoi goderti davvero questa zona, ci sono tre cose che io considero non negoziabili.
Quando muoversi
Se puoi, punta a giugno e settembre: il mare è già piacevole, l’acqua resta buona e la pressione turistica è più gestibile. In luglio e agosto conviene arrivare presto, soprattutto per Brandinchi, Punta Molentis, Cala Goloritzé e le spiagge più note di San Teodoro. Il pomeriggio è spesso la fascia peggiore, sia per i parcheggi sia per il caldo.Cosa portare davvero
- Scarpe chiuse o da scoglio se vai verso il Golfo di Orosei.
- Acqua abbondante, perché nelle cale più isolate i servizi sono limitati.
- Protezione solare alta e cappello, soprattutto nelle spiagge senza ombra naturale.
- Maschera e boccaglio se vuoi sfruttare il mare trasparente dell’Ogliastra e di Baunei.
- Contanti o carta per eventuali parcheggi e piccoli servizi.
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Gli errori che vedo più spesso
- Scegliere una cala famosa senza controllare come si raggiunge.
- Sottovalutare il dislivello dei sentieri, soprattutto a Cala Goloritzé.
- Cambiare tre spiagge in un solo giorno, perdendo tempo negli spostamenti.
- Ignorare vento ed esposizione, che sull’est sardo fanno davvero la differenza.
- Partire pensando che tutti i parcheggi siano vicini all’arenile.
Se dovessi lasciare un solo criterio, sarebbe questo: nell’est della Sardegna la spiaggia giusta non è quella che ha più like, ma quella coerente con il tuo tempo, il mezzo con cui viaggi e il tipo di mare che vuoi vivere davvero. È lì che le giornate diventano piene, non soltanto belle da vedere.