Via degli Dei da Bologna a Firenze - tappe e consigli utili

Formazioni rocciose suggestive illuminate dal sole, un paesaggio mozzafiato che ricorda le tappe del cammino della Via degli Dei.

Scritto da

Gerlando Martino

Pubblicato il

27 ago 2026

Indice

Organizzare il cammino da Bologna a Firenze significa scegliere tappe sostenibili, capire dove dormire e non sottovalutare dislivelli e condizioni del terreno. Qui trovi il percorso completo della Via degli Dei, con distanze, tempi indicativi, punti d’interesse e consigli pratici per affrontare l’Appennino Tosco-Emiliano con maggiore sicurezza.

Le informazioni essenziali per partire con il passo giusto

  • 130 km circa collegano Piazza Maggiore a Bologna con Piazza della Signoria a Firenze.
  • La suddivisione più equilibrata prevede 6 tappe, ma il cammino può durare da 5 a 7 giorni.
  • La tappa più impegnativa è quella da Badolo a Madonna dei Fornelli, lunga circa 28 km.
  • Il punto più alto è alle Banditacce, intorno ai 1.200 metri.
  • Servono scarpe da trekking, traccia GPS, acqua sufficiente e prenotazioni nei periodi affollati.

Cartello con frecce rosse indica le tappe della Via degli Dei. Paesaggio collinare sullo sfondo.

Le sei tappe della Via degli Dei da Bologna a Firenze

Il percorso parte da Piazza Maggiore, sale al Santuario della Madonna di San Luca e attraversa boschi, crinali, borghi appenninici e antichi tratti della Flaminia Militare. L’arrivo tradizionale è in Piazza della Signoria, dopo il passaggio da Fiesole.

Le distanze possono cambiare leggermente in base al punto scelto per dormire, alle varianti e agli aggiornamenti del tracciato. La tabella seguente segue la suddivisione ufficiale in sei giornate e offre una buona base per la pianificazione.

Tappa Percorso Distanza Dislivello indicativo Tempo
1 Bologna - Badolo o Brento 21,3 km +817 m, -515 m 6 h 50 min
2 Badolo o Brento - Madonna dei Fornelli 28 km +1.460 m, -1.038 m 9 h 50 min
3 Madonna dei Fornelli - Passo della Futa 17,25 km +783 m, -753 m 5 h 50 min
4 Passo della Futa - San Piero a Sieve 21,08 km +641 m, -1.197 m 6 h 30 min
5 San Piero a Sieve - Vetta Le Croci 18 km +750 m, -430 m circa 6 h
6 Vetta Le Croci - Fiesole - Firenze 18 km +250 m, -645 m circa 4 h

Cosa si incontra lungo il percorso

La prima giornata combina città e natura. Dopo il portico di San Luca si raggiungono Casalecchio di Reno, il fiume Reno, Sasso Marconi e l’area di Badolo. È una tappa già consistente, ma permette di distribuire bene le energie prima delle salite più dure.

La seconda porta al Monte Adone, uno dei simboli del cammino, e attraversa Brento, Monzuno e Madonna dei Fornelli. Il tratto è lungo e il dislivello supera i 1.400 metri, quindi per me è la giornata da preparare con maggiore attenzione.

La terza è più breve e ricca di testimonianze storiche. Tra Pian di Balestra e il Passo della Futa si incontrano la Flaminia Militare, la Piana degli Ossi e i resti di antiche fornaci. Alle Banditacce si raggiunge la quota massima dell’intero itinerario.

Dalla Futa si entra nel Mugello passando dal Monte Gazzaro e dal Passo dell’Osteria Bruciata. La quarta tappa termina a San Piero a Sieve, con la possibilità di fermarsi a Sant’Agata per visitare la pieve romanica e i piccoli musei del borgo.

Le ultime due giornate hanno un carattere più toscano. Si passa vicino al Castello del Trebbio e al convento di Monte Senario, poi si raggiungono Bivigliano, Vetta Le Croci e Fiesole. Da qui Firenze è vicina, ma l’arrivo a piedi richiede ancora tempo e attenzione, soprattutto se si sceglie la discesa su strada asfaltata.

Quanti giorni servono davvero per completare il cammino

La durata ideale dipende più dall’allenamento che dalla velocità. Il sito ufficiale consiglia di considerare da 5 a 7 giorni, una finestra sensata perché consente di adattare il percorso alle proprie gambe e alle strutture disponibili.

Il programma in 5 giorni

In cinque giorni bisogna accorpare alcune sezioni, di solito unendo la prima e la seconda giornata oppure la quinta e la sesta. È una soluzione adatta a chi cammina regolarmente e riesce a sostenere giornate da 25-30 km con dislivelli importanti.

Non la sceglierei per una prima esperienza assoluta con lo zaino. Le tappe lunghe lasciano poco margine per fermarsi nei borghi, visitare i luoghi storici o affrontare con calma un cambio di meteo.

Il programma in 6 giorni

È il compromesso migliore per la maggior parte dei camminatori. La seconda tappa resta impegnativa, ma le altre giornate hanno una lunghezza più gestibile e permettono di arrivare a destinazione senza trasformare il viaggio in una gara.

Chi preferisce dormire a Bivigliano può modificare leggermente la quinta giornata e rendere più breve la partenza dell’ultima. Bisogna però controllare bene le distanze tra struttura ricettiva, sentiero e servizi del paese.

Il programma in 7 giorni

Con una settimana a disposizione si può spezzare la lunga giornata tra Badolo e Madonna dei Fornelli fermandosi a Monzuno. È la scelta che consiglio a chi vuole alternare cammino, cucina locale e visite culturali senza arrivare ogni sera completamente stanco.

Un giorno in più è utile anche in caso di pioggia, fango o piccoli problemi fisici. Su un itinerario appenninico, avere un margine di tempo spesso fa la differenza tra una modifica intelligente e una giornata affrontata male.

Difficoltà, terreno e tratti da non sottovalutare

La Via degli Dei viene generalmente classificata come un percorso di media difficoltà, ma questa definizione può trarre in inganno. Non ci sono passaggi alpinistici, però le giornate sono lunghe, il fondo alterna sterrato, sentiero, asfalto e pietraie, mentre il dislivello cumulato può farsi sentire.

Il tratto più severo è quello tra Badolo e Madonna dei Fornelli. La salita al Monte Adone è breve ma intensa, mentre il resto della giornata richiede soprattutto resistenza. Se il gruppo ha livelli diversi, Monzuno è un punto logico per dividere la tappa.

Tra Madonna dei Fornelli e la Futa il terreno è più regolare, ma non bisogna confondere la distanza contenuta con una passeggiata. Si superano diversi saliscendi e si arriva alle Banditacce, a circa 1.200 metri, dove vento e nebbia possono cambiare rapidamente la percezione del percorso.

La discesa dal Monte Gazzaro verso l’Osteria Bruciata può diventare scivolosa dopo la pioggia. In caso di maltempo conviene evitare di forzare il passaggio sul crinale e seguire la variante indicata dalla segnaletica, anche se comporta qualche minuto in più.

La segnaletica CAI è presente lungo il tracciato, ma io non partirei mai senza una traccia GPS aggiornata e una cartina escursionistica. Alcuni bivi sono meno intuitivi, soprattutto quando il sentiero attraversa strade forestali o aree vicine a proprietà private.

Dove dormire, mangiare e rifornirsi

Lungo il cammino si trovano bed & breakfast, agriturismi, ostelli, campeggi e strutture che offrono servizi specifici per i pellegrini. La disponibilità, però, non è infinita, soprattutto nei fine settimana primaverili e nei mesi più richiesti.

Per questo conviene prenotare prima almeno le notti a Badolo o Brento, Madonna dei Fornelli, Passo della Futa e San Piero a Sieve. Se si viaggia in gruppo, rimandare tutto all’ultimo può costringere a cambiare completamente la divisione delle tappe.

Leggi anche: Via Lauretana Toscana - Guida completa al cammino tra Siena e Cortona

I punti utili per cibo e acqua

Le località dove è generalmente più semplice acquistare viveri o fermarsi a mangiare sono Bologna, Brento, Monzuno, Madonna dei Fornelli, Sant’Agata, San Piero a Sieve, Bivigliano e Fiesole. Nei tratti di crinale, invece, i servizi possono essere assenti per molte ore.

Io partirei ogni mattina con almeno 1,5-2 litri d’acqua, aumentando la quantità nelle giornate calde. Non darei per scontate fontane funzionanti e controllerei sempre gli orari di bar e ristoranti, perché fuori stagione alcuni esercizi lavorano con aperture ridotte.

La credenziale del cammino non è obbligatoria per percorrere il sentiero, ma permette di raccogliere i timbri delle tappe e può dare accesso a promozioni presso alcune strutture. È un piccolo dettaglio che rende più leggibile il viaggio e crea un legame concreto con i luoghi attraversati.

Quando partire e cosa mettere nello zaino

I periodi più equilibrati sono la primavera avanzata e l’inizio dell’autunno. In estate le quote più basse possono diventare calde, mentre in inverno fango, ghiaccio e neve richiedono esperienza, abbigliamento adeguato e una valutazione più prudente delle ore di luce.

La pioggia cambia rapidamente il carattere del percorso. Il terreno argilloso può diventare scivoloso e alcuni tratti su strada richiedono maggiore attenzione al traffico. Prima della partenza è utile controllare le condizioni delle tappe e gli eventuali avvisi temporanei, in particolare nella zona del ponte sul torrente Calza tra il Castello del Trebbio e Campomigliaio, dove sono state segnalate deviazioni.

  • scarpe da trekking già utilizzate, con suola ben scolpita;
  • zaino da 30-40 litri per il trasporto autonomo del necessario;
  • giacca impermeabile, coprizaino e un cambio asciutto;
  • bastoncini, utili soprattutto sulle discese lunghe;
  • power bank, torcia frontale e kit di primo soccorso;
  • crema solare, cappello e sali minerali nei mesi caldi;
  • cartina o traccia GPS, senza affidarsi soltanto alla batteria del telefono.

Per i bagagli pesanti esistono strutture che organizzano il trasporto tra le località, ma il servizio va concordato in anticipo. Ridurre il peso dello zaino migliora molto l’esperienza, soprattutto nella seconda tappa, dove ogni chilo in più si sente sulle salite.

Come arrivare e concludere il percorso senza complicazioni

Bologna è facilmente raggiungibile in treno e il punto di partenza più riconoscibile è Piazza Maggiore. Da lì si attraversa il centro fino a via Saragozza e al portico di San Luca, che introduce subito il cammino con una salita lunga ma ben evidente.

Alla fine della sesta tappa si può scegliere tra tre soluzioni. Da Fiesole si può prendere l’autobus urbano verso Firenze, scendere a piedi dalla panoramica Via Vecchia Fiesolana oppure seguire un itinerario escursionistico passando dal Monte Ceceri e dalle cave di Maiano.

Io terrei libera almeno mezza giornata per Fiesole. L’area archeologica e il panorama sulla città sono una conclusione più appagante del semplice trasferimento veloce verso il centro di Firenze.

Il modo migliore per godersi ogni tappa fino a Firenze

La Via degli Dei funziona meglio quando viene trattata come un viaggio attraverso l’Appennino, non come una semplice prova di resistenza. Sei giorni sono un buon punto di partenza, sette permettono di assaporare meglio borghi, storia e cucina, mentre cinque richiedono una preparazione più solida.

Prima di partire, prenota gli alloggi, scarica le tracce aggiornate, pianifica i rifornimenti e lascia spazio a una modifica del programma. Il ritmo giusto non è quello più veloce, ma quello che consente di arrivare a Firenze con ancora voglia di guardarsi indietro.

Domande frequenti

Il cammino può durare da 5 a 7 giorni. Sei giorni sono il compromesso più equilibrato, mentre cinque richiedono la capacità di affrontare giornate da 25-30 km; con sette giorni si può dividere la tappa più lunga fermandosi a Monzuno.

La tappa da Badolo o Brento a Madonna dei Fornelli è la più severa: misura circa 28 km, presenta oltre 1.400 metri di dislivello positivo e richiede quasi 10 ore. La salita al Monte Adone è breve ma intensa, mentre il resto della giornata mette alla prova soprattutto la resistenza.

È consigliato uno zaino da 30-40 litri, con scarpe da trekking già utilizzate, impermeabile, cambio asciutto, bastoncini, power bank, torcia e kit di primo soccorso. Per l'acqua conviene partire con almeno 1,5-2 litri, aumentando la quantità nelle giornate calde e senza dare per scontate le fontane.

È prudente prenotare in anticipo almeno a Badolo o Brento, Madonna dei Fornelli, Passo della Futa e San Piero a Sieve. La disponibilità può ridursi nei fine settimana primaverili e nei periodi più richiesti, soprattutto per chi viaggia in gruppo.

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Gerlando Martino

Mi chiamo Gerlando Martino e ho sette anni di esperienza nel settore dei viaggi, della cultura e degli itinerari italiani. La mia passione per l'Italia e le sue meraviglie mi ha portato a esplorare ogni angolo del nostro straordinario paese, e mi piace condividere queste scoperte con chi desidera conoscere meglio le bellezze e le tradizioni italiane. Scrivo articoli che spaziano dai luoghi meno conosciuti alle esperienze culinarie uniche, cercando sempre di offrire informazioni utili, accurate e aggiornate. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire una visione chiara e comprensibile. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le tendenze del settore, in modo che i lettori possano avere accesso a contenuti che non solo ispirano, ma che sono anche pratici per i loro viaggi. La mia missione è rendere ogni viaggio un'esperienza indimenticabile, aiutando le persone a scoprire l'Italia in modo autentico e significativo.

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