Tra boschi della Lunigiana, città d’arte, strade bianche e colline della Val d’Orcia, la Via Francigena attraversa la Toscana per quasi 400 chilometri. Le 16 tappe ufficiali hanno lunghezze e difficoltà molto diverse, quindi conoscere bene il percorso aiuta a scegliere il tratto più adatto, organizzare le soste e non sottovalutare dislivelli e caldo.
La dorsale toscana si percorre in 16 tappe, ma si può adattare al proprio passo
- 394 km circa dal Passo della Cisa ad Acquapendente.
- Le tappe ufficiali sono numerate dalla 22 alla 37, perché fanno parte dell’itinerario storico complessivo.
- I tratti più impegnativi sono spesso quelli da 30 km o più, soprattutto tra San Gimignano, Radicofani e la Lunigiana.
- Le varianti principali sono quella dell’Acqua, quella di Colle Val d’Elsa e quella per Abbadia San Salvatore.
- Per orientarsi conviene avere con sé tracce GPS aggiornate, anche quando la segnaletica è buona.
Tutte le tappe della Via Francigena in Toscana
Il tratto toscano ufficiale parte dal Passo della Cisa, valico appenninico che introduce nella Lunigiana, e prosegue verso sud fino ad Acquapendente. L’ultima tappa entra nel Lazio, ma viene normalmente inclusa nella panoramica della Francigena Toscana perché completa il collegamento tra Radicofani e il territorio laziale.
La numerazione può sembrare insolita, perché non si riparte dalla tappa 1. È la continuazione del percorso descritto nel diario dell’arcivescovo Sigerico, il pellegrino medievale che nel 990 annotò le proprie soste durante il viaggio da Canterbury a Roma.
| Tappa | Percorso | Distanza | Difficoltà | Tempo indicativo |
|---|---|---|---|---|
| 22 | Passo della Cisa - Pontremoli | 19,57 km | Molto impegnativa | 5 ore |
| 23 | Pontremoli - Aulla | 32,12 km | Impegnativa | 7 ore e 20 minuti |
| 24 | Aulla - Sarzana | 17,44 km | Media | 5 ore |
| 25 | Sarzana - Massa via Avenza | 28,49 km | Impegnativa | 7 ore |
| 26 | Massa - Camaiore | 26 km | Media | 6 ore |
| 27 | Camaiore - Lucca | 24,88 km | Media | 6 ore |
| 28 | Lucca - Altopascio | 18,6 km | Facile | 4 ore |
| 29 | Altopascio - San Miniato | 29,5 km | Impegnativa | 6 ore |
| 30 | San Miniato - Gambassi Terme | 23,7 km | Media | 6 ore |
| 31 | Gambassi Terme - San Gimignano | 13,3 km | Facile | 3 ore |
| 32 | San Gimignano - Monteriggioni | 30,5 km | Impegnativa | 8 ore |
| 33 | Monteriggioni - Siena | 20,6 km | Media | 4 ore e 30 minuti |
| 34 | Siena - Ponte d’Arbia | 25,79 km | Media | 6 ore e 20 minuti |
| 35 | Ponte d’Arbia - San Quirico d’Orcia | 26,25 km | Impegnativa | circa 6 ore e 30 minuti |
| 36 | San Quirico d’Orcia - Radicofani | 33,02 km | Molto impegnativa | 7 ore e 15 minuti |
| 37 | Radicofani - Acquapendente | 24 km | Impegnativa | 7 ore |
Le distanze sono quelle dell’itinerario ufficiale e possono variare leggermente in base a deviazioni, accessi alle strutture e condizioni del fondo. Io considero particolarmente importante non leggere la colonna dei chilometri da sola: una tappa di 20 km in montagna può stancare più di una da 28 km su terreno scorrevole.
Quali tratti scegliere in base al paesaggio e alla difficoltà
La Lunigiana per chi cerca boschi e borghi medievali
Le prime tappe, dal Passo della Cisa ad Aulla, sono le più montane e richiedono un po’ di allenamento. Il tratto più severo è quello iniziale, con una lunga discesa verso Pontremoli e un dislivello negativo indicato di oltre 1.300 metri.
La tappa 23 supera i 32 chilometri e attraversa Filattiera, Filetto, Villafranca in Lunigiana e Terrarossa. È una parte splendida per chi ama castelli, pievi romaniche e sentieri nel bosco, ma la dividerei senza esitazione se si viaggia con uno zaino pesante o si è alla prima esperienza.
Tra Lucca e San Miniato per un cammino equilibrato
Il tratto centrale alterna pianura, colline e centri storici facilmente raggiungibili. La tappa da Camaiore a Lucca regala un buon equilibrio tra natura e cultura, mentre quella da Lucca ad Altopascio è la più semplice dell’intero itinerario, con 18,6 km e dislivelli contenuti.
Lucca è una sosta che merita almeno una notte, non soltanto un punto di arrivo. La Cattedrale di San Martino, il Volto Santo e le mura cittadine danno al cammino una dimensione storica molto concreta. Altopascio, invece, ricorda il ruolo degli antichi ospitali che offrivano riparo ai pellegrini.
San Miniato e San Gimignano per chi vuole la Toscana più iconica
Da San Miniato a Gambassi Terme si cammina tra i crinali della Val d’Elsa, con pievi, castelli e strade rurali. La tappa successiva fino a San Gimignano è breve, appena 13,3 km, e permette di arrivare presto in città per visitare le torri e il centro storico senza trasformare la giornata in una gara.
Questo è uno dei tratti che consiglio a chi vuole provare la Francigena per la prima volta. Si può costruire un itinerario di quattro o cinque giorni tra San Miniato e Siena, usando la sosta aggiuntiva a Colle Val d’Elsa o dividendo la lunga tappa verso Monteriggioni.
Da Siena alla Val d’Orcia per i grandi paesaggi
Uscendo da Siena si entra nelle Crete Senesi e poi nella Val d’Orcia, uno dei paesaggi più riconoscibili della Toscana. Le strade bianche, i cipressi, Buonconvento, San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni rendono questo tratto molto appagante, ma il terreno aperto offre poca ombra nelle ore centrali.
La tappa 36 è quella da trattare con maggiore rispetto. I suoi 33,02 km e i saliscendi tra le valli dell’Orcia e della Paglia possono diventare faticosi con il caldo. Per molte persone è più sensato dividerla o scegliere la variante che passa da Abbadia San Salvatore.
Le varianti che modificano il percorso ufficiale
Le varianti non sono semplici deviazioni turistiche. Cambiano il fondo, i tempi e spesso anche la disponibilità di acqua e servizi. Prima di sceglierne una controllo sempre la traccia aggiornata e verifico dove dormirò, perché il percorso alternativo non offre necessariamente le stesse soste dell’itinerario principale.
La variante dell’Acqua
Parte da Altopascio e attraversa il Padule di Fucecchio, tra canali, argini e aree umide, prima di ricongiungersi al tracciato principale a Ponte a Cappiano. È interessante per chi ama la natura e il birdwatching, ma va affrontata tenendo conto del fondo e delle condizioni meteorologiche.
Il nome non significa che si cammini sempre vicino all’acqua o che sia una tappa più facile. In alcuni periodi il terreno può risultare umido e fangoso. La variante può essere percorsa a piedi, in bicicletta o con imbarcazioni tradizionali gestite da associazioni locali, ma per un viaggio a piedi conviene informarsi in anticipo sui servizi effettivamente disponibili.
La variante di Colle Val d’Elsa
La deviazione della tappa 32 conduce verso la Badia a Coneo e passa da Gracciano e Quartaia, ricongiungendosi poi nei pressi delle sorgenti termali de Le Caldane. È una buona scelta per chi preferisce un percorso con più riferimenti storici e vuole conoscere una zona meno concentrata sul turismo di San Gimignano.
La tappa principale da San Gimignano a Monteriggioni è già lunga 30,5 km. Per questo non sceglierei la variante soltanto per aggiungere un’attrazione: la decisione ha senso se si è disposti a modificare la giornata o a prevedere una sosta intermedia.
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La variante per Abbadia San Salvatore
Tra San Quirico d’Orcia e Radicofani è possibile deviare verso Abbadia San Salvatore, alle pendici del Monte Amiata. Il borgo offre un’atmosfera diversa rispetto alla strada principale e aggiunge interesse storico e paesaggistico, ma comporta una pianificazione distinta.
La mia scelta dipenderebbe soprattutto dal periodo. In estate preferirei valutare con attenzione il dislivello e gli orari, mentre in primavera o in autunno la variante può diventare uno dei momenti più belli del viaggio.
Come organizzare giorni, soste e pernottamenti
Seguendo il calendario ufficiale servono 16 giornate di cammino, ma non è il modo migliore per tutti. Le tappe da oltre 30 km possono essere gestite da camminatori allenati, mentre chi vuole assaporare borghi e paesaggi dovrebbe prevedere almeno 18 giorni, con una o due divisioni strategiche.
| Tipo di viaggio | Durata indicativa | Come organizzarlo |
|---|---|---|
| Tratto breve | 3-5 giorni | San Miniato-Siena oppure Siena-Radicofani |
| Esperienza completa | 16-18 giorni | Una giornata per ogni tappa ufficiale, dividendo i tratti più lunghi |
| Viaggio lento | 19-22 giorni | Più tempo per Lucca, San Gimignano, Siena, Bagno Vignoni e la Val d’Orcia |
Per dormire si trovano ostelli, strutture religiose, case per ferie, affittacamere, agriturismi e hotel. Le accoglienze pellegrine a donativo funzionano con un’offerta libera, spesso accompagnata da una cifra consigliata di 10 euro, ma non vanno confuse con un servizio alberghiero tradizionale.
La credenziale del pellegrino serve a raccogliere i timbri delle tappe e può permettere l’accesso a strutture dedicate e tariffe agevolate. Io la richiederei prima della partenza e prenoterei con anticipo soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, nei fine settimana e nei pressi di Siena e San Gimignano.
Il trasporto bagagli non è un servizio uniforme lungo tutto il percorso. Alcuni operatori lo includono nei propri pacchetti, ma non bisogna darlo per scontato. Se si vuole camminare con uno zaino leggero, conviene verificare il servizio tappa per tappa e non affidarsi a un accordo generico.
Segnaletica, periodo migliore e cosa portare
La segnaletica ufficiale è pensata per chi procede da nord a sud, verso Roma. Si incontrano cartelli, adesivi e simboli del pellegrino, ma agli incroci secondari o in caso di deviazioni non farei affidamento soltanto sui segnali fisici.
Prima di partire scaricherei le tracce GPS delle singole tappe sul telefono e porterei una batteria esterna. Il formato KML, cioè un file che contiene il tracciato geografico da visualizzare su applicazioni compatibili, è utile per controllare la direzione anche quando il percorso attraversa strade bianche o zone poco frequentate.
La primavera e l’autunno sono generalmente i periodi più equilibrati. In estate le colline della zona senese possono diventare molto calde e prive di ombra, mentre in inverno la Lunigiana può presentare pioggia, fango e condizioni più difficili nei tratti montani.
- Scarpe già collaudate, meglio se adatte a sterrato e asfalto.
- Almeno un litro d’acqua, aumentando la scorta nei tratti più esposti e caldi.
- Una giacca impermeabile leggera e un cambio asciutto protetto in un sacchetto.
- Crema solare, cappello e cerotti per le vesciche.
- Telefono con tracce offline, power bank e numeri utili.
L’errore più frequente è partire con troppo peso. Per un cammino di più giorni, io preferisco eliminare il superfluo e mantenere lo zaino il più vicino possibile al 10 per cento del proprio peso corporeo, adattando comunque il contenuto alla stagione e all’autonomia richiesta.
Il percorso giusto è quello che lascia spazio al viaggio
La Via Francigena Toscana non è una semplice successione di chilometri. Il tratto più adatto dipende da ciò che si vuole vivere: la montagna della Lunigiana, le città d’arte tra Lucca e Siena oppure la luce aperta della Val d’Orcia.
Per una prima esperienza sceglierei un segmento di 4 o 5 giorni, con tappe tra 18 e 25 chilometri e almeno una notte in una città storica. Chi affronta l’intero itinerario dovrebbe invece dividere senza esitazioni le giornate più lunghe, controllare il meteo e prenotare le soste prima di partire.
Il portale ufficiale Visit Tuscany consente di consultare le schede aggiornate delle tappe, le varianti, le strutture ricettive e le tracce del percorso. Usare queste informazioni poco prima della partenza fa la differenza, perché disponibilità, condizioni del fondo e servizi possono cambiare durante l’anno.