Raggiungere a piedi il Santuario di Oropa significa attraversare in pochi giorni la pianura vercellese, i borghi della Serra Morenica e i boschi delle Prealpi Biellesi. Il percorso offre diverse varianti, ma quella da Santhià è la scelta più equilibrata per chi vuole iniziare con un cammino ben organizzato, senza rinunciare a paesaggi, spiritualità e consigli pratici su tappe, alloggi, trasporti e attrezzatura.
Il percorso ideale per arrivare a Oropa senza improvvisare
- Itinerario classico: circa 65 km da Santhià al santuario, in 3 o 4 tappe.
- Difficoltà crescente: le prime giornate sono accessibili, mentre l’ultima richiede più fiato per il dislivello.
- Varianti disponibili: esistono quattro cammini escursionistici, dal Canavesano al Valdostano.
- Organizzazione: conviene prenotare prima alloggi, credenziale e ristoranti.
- Orientamento: la segnaletica gialla e l’app SlowBi aiutano a seguire il tracciato anche offline.

Quale itinerario scegliere per arrivare al Santuario di Oropa
Quando penso al cammino di Oropa, considero soprattutto il tracciato della Serra, che collega la stazione ferroviaria di Santhià al santuario. È lungo circa 65 chilometri e può essere percorso in quattro giornate tranquille oppure in tre tappe più lunghe, adatte a chi ha già una buona abitudine alle camminate.
La rete comprende però quattro itinerari pedonali. La scelta cambia parecchio per durata, ambiente e preparazione richiesta.
| Itinerario | Distanza e durata | A chi lo consiglio |
|---|---|---|
| Cammino della Serra | Circa 65 km, 3 o 4 tappe | Principianti e camminatori esperti |
| Cammino Canavesano | Circa 85 km, 5 tappe | Chi cerca un percorso più lungo tra Canavese e Biellese |
| Cammino Orientale | Circa 33 km, 3 tappe | Escursionisti abituati a sentieri tecnici e saliscendi |
| Cammino Valdostano | Circa 16,7 km, 2 tappe | Camminatori allenati alla montagna |
Per una prima esperienza sceglierei senza esitazioni la variante della Serra. Non è una passeggiata urbana, ma distribuisce lo sforzo in modo progressivo e permette di entrare nel ritmo senza affrontare subito grandi dislivelli. Gli itinerari Orientale e Valdostano sono più brevi sulla carta, ma il numero di chilometri non racconta tutta la difficoltà.
Le quattro tappe da Santhià a Oropa
La suddivisione più comoda parte dalla stazione di Santhià e arriva al santuario in quattro giornate. Le distanze possono cambiare leggermente in base alla struttura scelta per la notte o a piccole varianti locali, ma questa è la scansione che userei per organizzare il viaggio.
| Tappa | Distanza indicativa | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Santhià - Roppolo o Viverone | Circa 16,5 km | Pianura, risaie, strade rurali e primi borghi della Serra |
| Roppolo o Viverone - Sala Biellese o Torrazzo | Circa 17,4 km | Saliscendi, boschi e panorami sui laghi morenici |
| Sala Biellese o Torrazzo - Graglia | Circa 15,7 km | Sentieri nel bosco, castagneti e arrivo al santuario di Graglia |
| Graglia - Santuario di Oropa | Circa 15-16 km | Tappa più impegnativa, con salita finale verso la conca di Oropa |
La prima giornata è più semplice di quanto sembri
Da Santhià si cammina inizialmente su un territorio pianeggiante, con tratti legati anche alla Via Francigena. Il dislivello è contenuto e lungo il percorso si incontrano punti di ristoro, piccoli negozi e fontane, anche se non farei affidamento su ogni servizio senza controllarne l’apertura.
Roppolo e Viverone sono buone basi per spezzare la tappa. Il lago di Viverone aggiunge una deviazione piacevole, mentre il castello di Roppolo offre uno dei primi cambi di paesaggio rispetto alla pianura.
La salita vera arriva alla fine
Le giornate centrali attraversano la Serra Morenica, una lunga dorsale boscosa modellata dagli antichi ghiacciai. Il fondo alterna sterrato, sentiero e asfalto nei pressi dei paesi, quindi servono scarpe da trekking comode ma non necessariamente tecniche da alta montagna.
L’ultima tappa da Graglia a Oropa è quella che molti sottovalutano. I chilometri non sono eccessivi, ma il dislivello concentrato nella parte finale può rallentare parecchio chi arriva già affaticato. Io la affronterei con una partenza mattutina e senza fissare impegni subito dopo l’arrivo.
Quanto è difficile e come prepararsi
Il tracciato della Serra è adatto anche a chi non ha mai completato un cammino a tappe, purché abbia una preparazione minima. La difficoltà cresce giorno dopo giorno, e questo è uno dei suoi punti di forza: si comincia con circa 16 chilometri relativamente facili e si arriva alla salita di Oropa con il corpo già abituato al ritmo.
Per prepararmi farei almeno tre o quattro uscite nelle settimane precedenti, aumentando gradualmente la distanza fino a 15-18 chilometri. Almeno una camminata dovrebbe essere fatta con lo zaino già carico, perché peso, sfregamenti e gestione dell’acqua si notano davvero solo sul terreno.
- Per l’itinerario in quattro tappe è utile riuscire a camminare per 5-7 ore con pause regolari.
- Per la formula in tre tappe serve più esperienza, soprattutto per la prima giornata da circa 25,9 km, che può richiedere 7-8 ore.
- Lo zaino dovrebbe restare essenziale, con abbigliamento leggero, acqua, protezione dalla pioggia e un piccolo kit per i piedi.
- Chi viaggia con bambini dovrebbe preferire la Serra e valutare tappe brevi, soprattutto se è la prima esperienza.
Non definirei il percorso tecnicamente difficile, ma questo non significa che sia sempre facile. Fango, pioggia, caldo e dislivello possono cambiare completamente la giornata. Il mio consiglio più concreto è di non scegliere la versione in tre tappe solo per risparmiare una notte: il ritmo giusto migliora molto l’esperienza.
Come organizzare pernottamenti, credenziale e trasporti
Lungo il percorso si trovano ostelli, foresterie, B&B, piccoli alberghi e strutture legate ai santuari. I posti letto non sono infiniti, soprattutto nelle località più piccole, quindi prenoterei con anticipo nei fine settimana, in primavera e nei periodi festivi.
La credenziale è il passaporto del pellegrino. Non è obbligatoria per camminare, ma permette di raccogliere i timbri nelle strutture convenzionate e di richiedere il Testimonium all’arrivo a Oropa. La credenziale può essere acquistata al costo indicato di 5 euro oppure ottenuta attraverso la SlowCard, secondo le condizioni aggiornate del servizio.
Il Testimonium viene rilasciato presso il Santuario di Oropa a chi dimostra di aver completato uno degli itinerari ufficiali. Prima di partire controllerei sempre orari e modalità sul sito del Santuario di Oropa, perché gli uffici possono avere aperture stagionali.
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Arrivare e rientrare
Santhià è comoda per chi arriva in treno e rappresenta uno dei grandi vantaggi logistici di questo cammino. Chi viaggia in auto può lasciare il veicolo nei pressi della stazione, verificando prima eventuali limitazioni e disponibilità.
Da Oropa si può raggiungere Biella con l’autobus e da lì proseguire in treno. Per questo motivo non è indispensabile organizzare un trasferimento privato tra partenza e arrivo, anche se un servizio NCC può essere utile per gruppi, bagagli o orari poco comodi.
Il servizio di trasporto bagagli non è garantito lungo tutti gli itinerari. Se preferisco camminare leggero, contatto prima una realtà locale e non do per scontato di poter spedire lo zaino da una tappa all’altra.
Periodo migliore, segnaletica e attrezzatura
La Serra e il Canavesano possono essere percorsi in molti periodi dell’anno, con prudenza durante l’inverno e dopo nevicate abbondanti. Primavera e autunno sono, secondo me, le stagioni più interessanti per colori e temperature, ma possono presentare fango e tratti scivolosi.
Il Cammino Orientale e quello Valdostano si sviluppano maggiormente in ambiente montano e sono da affrontare preferibilmente nella stagione calda. In caso di maltempo, nebbia o terreno innevato, la difficoltà aumenta e la segnaletica può non bastare a sostituire esperienza e buon senso.
Il percorso è indicato da adesivi, frecce e segnavia di colore giallo. Uso comunque l’app ufficiale SlowBi, scaricando prima le mappe e le tracce GPS. La copertura telefonica è generalmente buona sulla Serra, ma può diventare irregolare nei tratti più isolati delle varianti montane.
- Scarpe già collaudate, con suola adatta a sterrato e fondo umido.
- Due paia di calze tecniche e cerotti specifici per vesciche.
- Giacca impermeabile, strato caldo e cappellino, anche in estate.
- Acqua sufficiente per il tratto successivo, senza contare ciecamente sulle fontane.
- Contanti, perché alcune strutture e attività lungo il percorso accettano con difficoltà i pagamenti elettronici.
È possibile viaggiare anche con il cane, ma bisogna prenotare strutture pet friendly e prestare attenzione ai pascoli e ai cani da guardiania. In particolare, non lascerei mai il cane libero vicino alle mandrie.
L’arrivo a Oropa è parte del cammino
Il Santuario non è soltanto il punto finale sulla mappa. Si trova in una conca montana a circa 1.160 metri di quota e merita tempo per essere visitato senza la fretta di prendere subito il bus del rientro.
Se possibile, passerei una notte a Oropa. Dopo la salita è piacevole visitare la Basilica Antica, il Cimitero Monumentale e gli spazi del complesso, oppure dedicare il giorno seguente a un breve itinerario nei dintorni.
La conclusione più intensa, per chi vive il percorso anche come pellegrinaggio, è la Messa del Pellegrino. La partecipazione e il ritiro del Testimonium aggiungono un significato concreto all’arrivo, ma anche chi affronta il cammino per motivi naturalistici troverà nel santuario una chiusura coerente e non semplicemente un traguardo.
La scelta più equilibrata per il tuo viaggio a piedi
Per una prima esperienza sceglierei quattro tappe sulla variante della Serra, con pernottamento a Roppolo o Viverone, nella zona di Sala Biellese o Torrazzo, a Graglia e infine a Oropa. È la formula che lascia spazio ai paesi, ai boschi e agli incontri, senza trasformare ogni giornata in una gara contro l’orologio.
La versione in tre tappe ha senso per camminatori già allenati, mentre Canavesano, Orientale e Valdostano richiedono una pianificazione più accurata. Prima della partenza verificherei sempre traccia, disponibilità degli alloggi e condizioni dei sentieri sul sito ufficiale del Cammino di Oropa. Con uno zaino leggero e un ritmo realistico, il percorso verso Oropa diventa un viaggio completo, non soltanto una lunga salita verso un santuario.