Hai una sola giornata e vuoi capire che cosa visitare a Matera senza correre da un punto all’altro? La città si scopre soprattutto camminando tra i Sassi, le chiese rupestri e i belvedere sulla Gravina, ma alcuni luoghi meritano una visita dedicata. Ho raccolto le tappe più interessanti, i tempi realistici e qualche consiglio pratico per costruire un itinerario piacevole.
Le tappe che danno senso a un viaggio a Matera
- Sassi Barisano e Caveoso per entrare nel cuore storico della città.
- Cattedrale della Madonna della Bruna e Civita per ammirare il punto più alto dell’antico abitato.
- Chiese rupestri e Parco della Murgia per capire il legame tra architettura, natura e spiritualità.
- Palombaro Lungo, Casa Grotta e Casa Noha per scoprire la vita quotidiana nelle abitazioni scavate nel tufo.
- Almeno 2-3 ore a piedi servono per attraversare i Sassi con calma, senza contare musei e percorsi fuori città.

I Sassi e la Civita sono il punto di partenza
Io inizierei dalla Civita, il nucleo più antico e rialzato, dominato dalla Cattedrale di Matera. Da qui si aprono scorci sui due quartieri storici, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, che non sono semplicemente due zone da fotografare: raccontano modi diversi di abitare la roccia.
Il Sasso Barisano
Il Barisano è la parte più articolata e scenografica, con vicoli, scalinate, antiche abitazioni e numerosi locali ricavati nelle grotte. La passeggiata è piacevole, ma il terreno irregolare fa capire subito perché servano scarpe con una buona suola, soprattutto dopo la pioggia.
Tra le tappe più interessanti c’è la chiesa rupestre di San Pietro Barisano, riconoscibile per la facciata costruita davanti a un ambiente scavato nella roccia. È uno dei luoghi che aiutano a comprendere come a Matera elementi monumentali e spazi ipogei convivano nello stesso edificio.
Il Sasso Caveoso
Il Caveoso conserva un’atmosfera più aperta e raccolta, con case-grotta, cortili e viste verso la Gravina. La zona di Piazza San Pietro Caveoso è un ottimo punto per fermarsi, mentre la rupe del Monterrone ospita Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone, due chiese scavate nella stessa formazione rocciosa.
I Sassi e il Parco delle Chiese rupestri sono entrati nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1993. Il riconoscimento non riguarda soltanto l’aspetto spettacolare del paesaggio, ma anche la continuità di un insediamento umano sviluppato per secoli in rapporto stretto con acqua, tufo e territorio.
Le chiese rupestri e il paesaggio della Murgia
La visita rimane incompleta se ci si ferma soltanto nei vicoli. Dall’altra parte della Gravina si estende il Parco della Murgia Materana, un altopiano solcato da canyon, sentieri e grotte, dove si trovano più di 150 chiese rupestri e numerose tracce di insediamenti antichi.
Tra le chiese più note nei dintorni ci sono Santa Lucia alle Malve, Madonna delle Tre Porte, San Falcione e San Nicola all’Appia. Gli affreschi, quando conservati, sono spesso più importanti per la loro posizione e per il rapporto con il paesaggio che per le dimensioni dell’edificio.
Per un primo approccio sceglierei il belvedere di Murgia Timone, da cui si osservano i Sassi nella loro interezza. Il panorama è magnifico al tramonto, ma il sentiero non va affrontato con leggerezza: il dislivello, il caldo e la scarsità di ombra possono rendere faticosa l’escursione.
Non tutte le chiese rupestri sono sempre accessibili o facilmente raggiungibili. Per visitare quelle più isolate conviene affidarsi a una guida autorizzata o verificare in anticipo aperture, condizioni dei sentieri e modalità di prenotazione. È una scelta che consiglio soprattutto a chi vuole conoscere il significato degli affreschi e non limitarsi a entrare, scattare una foto e uscire.
La Matera sotterranea racconta la vita quotidiana
Palombaro Lungo
Sotto Piazza Vittorio Veneto si trova il Palombaro Lungo, una grande cisterna scavata nel sottosuolo e collegata all’antico sistema di raccolta dell’acqua. La visita è breve, ma chiarisce un aspetto fondamentale della storia locale: vivere nelle grotte richiedeva soluzioni ingegnose per conservare ogni goccia.
Le case-grotta
Una casa-grotta permette di vedere come una famiglia potesse condividere lo stesso ambiente con animali, arredi essenziali e strumenti di lavoro. La Casa Grotta del Vico Solitario è tra le più conosciute, mentre altri ambienti nei Sassi offrono ricostruzioni simili con dettagli e dimensioni differenti.
Queste visite hanno senso se si osservano i particolari: la posizione del letto, la cisterna, la cucina, il modo in cui la luce entrava dall’esterno. Io le considero più utili di una lunga spiegazione teorica, perché rendono concreta la trasformazione dei Sassi da quartieri densamente abitati a patrimonio storico e culturale.
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Casa Noha
Casa Noha, bene del FAI, propone un racconto multimediale della storia di Matera all’interno di un’antica abitazione in tufo. Il percorso dura circa 30-40 minuti e funziona bene come introduzione prima di iniziare la passeggiata.
Il biglietto intero indicato dal FAI è di circa 7 euro, ma orari e tariffe possono cambiare in base alla stagione. La casa presenta alcuni gradini e il percorso nei Sassi non è sempre semplice per chi ha una mobilità ridotta, quindi è meglio informarsi prima della visita.
Musei, piazze e chiese fuori dal percorso più battuto
Matera non è soltanto un museo a cielo aperto. Nel centro moderno e ai margini dei Sassi si trovano luoghi che aiutano a leggere la città attraverso l’arte, l’archeologia e la vita religiosa.
Palazzo Lanfranchi ospita collezioni d’arte medievale, moderna e contemporanea, con particolare attenzione alla cultura lucana. È una buona pausa nelle ore più calde e una scelta interessante per chi vuole alternare architettura rupestre e opere pittoriche.
Il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola conserva reperti legati alla preistoria e alle civiltà che hanno abitato il territorio materano. Prima di inserirlo nell’itinerario controllerei sempre l’apertura, perché lavori, riallestimenti o mostre temporanee possono modificare il percorso di visita.
Per una pausa panoramica sceglierei Piazza Vittorio Veneto, mentre Piazza Pascoli offre una vista suggestiva sul Caveoso. Anche la chiesa di San Pietro e Paolo al Caveoso merita una sosta, soprattutto per la posizione davanti alla Gravina e per il modo in cui dialoga con il paesaggio.
Come organizzare la visita in uno o due giorni
La domanda non è soltanto che cosa vedere, ma anche quanto tempo dedicare a ogni zona. I Sassi sembrano compatti sulla mappa, però scalinate, salite e deviazioni allungano facilmente il percorso.
| Tempo disponibile | Itinerario consigliato | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| Mezza giornata | Civita, Cattedrale, Sasso Caveoso, Piazza San Pietro Caveoso e un belvedere | Chi visita Matera durante un viaggio più ampio |
| Un giorno | Sassi al mattino, Casa Noha o Palombaro Lungo, museo o chiesa rupestre nel pomeriggio | Chi vuole vedere le tappe essenziali senza fare trekking lungo |
| Due giorni | Primo giorno dedicato ai Sassi e al centro storico, secondo giorno alla Murgia e alle chiese rupestri | Chi desidera capire davvero il paesaggio materano |
In una giornata partirei presto dalla Civita, visiterei la Cattedrale e scenderei verso il Caveoso passando per i vicoli meno affollati. Dopo una pausa, sceglierei un solo approfondimento tra Casa Noha, Palombaro Lungo e una casa-grotta, lasciando il tramonto a un belvedere sulla Gravina.
Con due giorni a disposizione, eviterei di comprimere tutto. Dedicherei il secondo alla Murgia, preferibilmente con una guida se desidero raggiungere le chiese più lontane, e terrei qualche ora per Palazzo Lanfranchi o per il Museo Ridola. Un pernottamento nei dintorni dei Sassi permette inoltre di vedere la città illuminata e di camminare al mattino con temperature più gradevoli.
In auto conviene lasciare il veicolo nei parcheggi esterni e proseguire a piedi. Il centro storico presenta salite, gradini e pavimentazioni irregolari, mentre d’estate il caldo può diventare intenso già a metà mattina. Per questo porterei acqua, cappello e una batteria esterna per il telefono, soprattutto durante le escursioni nel parco.
Il modo migliore per ricordare Matera
Matera dà il meglio quando si alternano luoghi famosi e momenti senza una meta precisa. Dopo aver visto i monumenti principali, mi concederei almeno un’ora per seguire un vicolo, affacciarmi su una gravina e osservare come le abitazioni cambiano con la luce.
La mia combinazione preferita è semplice: un giorno tra i Sassi e la Civita, una visita sotterranea per capire la vita di un tempo e una seconda giornata nella Murgia per leggere il paesaggio nel suo insieme. È questo passaggio dalla città scavata nella roccia alla natura del canyon che rende il viaggio a Matera molto più ricco di una semplice raccolta di fotografie.