Una torre che emerge dall’acqua, con le montagne riflesse sulla superficie del lago, sembra una scena inventata. Il riferimento più noto per un lago con torre in mezzo è il Lago di Resia, in Alto Adige, dove il campanile romanico di Curon Vecchia ricorda ancora oggi un paese sommerso. Qui raccolgo la storia del luogo, le indicazioni per arrivare, i periodi migliori e le attività che meritano davvero il viaggio.
Il campanile del Lago di Resia è una memoria storica da visitare in ogni stagione
- Luogo: si trova a Curon Venosta, in Alta Val Venosta, vicino al Passo di Resia.
- Origine: il campanile apparteneva alla chiesa di Curon Vecchia, sommersa nel 1950 durante la costruzione del bacino artificiale.
- Visita: dalla riva si può ammirare e fotografare la torre; in inverno, solo quando le condizioni lo consentono, il lago ghiacciato può permettere di avvicinarsi a piedi.
- Periodo migliore: estate e autunno offrono i riflessi più nitidi, mentre l’inverno regala il paesaggio più surreale.
- Da sapere: la torre non è visitabile liberamente dall’interno e il livello dell’acqua può modificare molto il panorama.

Dove si trova il campanile che emerge dal lago
Il campanile si trova nel Lago di Resia, nel territorio di Curon Venosta, in provincia di Bolzano. È una delle immagini più riconoscibili dell’Alto Adige e si raggiunge facilmente dalla strada che attraversa l’Alta Val Venosta verso il Passo di Resia.
La torre appare quasi al centro dello specchio d’acqua, anche se la sua posizione reale è legata alla zona dell’antico abitato. Dalla riva orientale si ottengono le inquadrature più classiche, con il campanile isolato davanti alle montagne. Personalmente trovo più interessante osservarlo da diversi punti del lungolago, perché la distanza e la luce cambiano completamente la percezione del luogo.
Il parcheggio vicino al campanile consente di arrivare a pochi minuti dalla riva. Esiste anche un collegamento con la linea autobus 273 fino a Curon, seguito da un breve tratto a piedi. Orari, parcheggi e collegamenti possono cambiare con la stagione, quindi conviene controllare le informazioni locali prima della partenza.
Perché c’è una torre in mezzo all’acqua
Il campanile apparteneva alla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, nel vecchio paese di Curon. Prima della costruzione del bacino non c’era un grande lago unico, ma una valle abitata e coltivata, con piccoli specchi d’acqua naturali.
Tra il 1949 e il 1950 venne realizzato un invaso artificiale per la produzione di energia idroelettrica. L’acqua salì di circa 22 metri e sommerse il vecchio centro abitato, costringendo gli abitanti a trasferirsi nel nuovo paese costruito più in alto. Il campanile fu lasciato in piedi ed è diventato l’unico elemento visibile dell’antica Curon.
La vicenda non è soltanto una curiosità paesaggistica. Sotto la superficie rimasero case, strade e tracce della vita quotidiana, mentre la torre continuò a emergere come una testimonianza concreta dello spostamento della comunità. Le campane, spesso associate a una famosa leggenda, furono rimosse prima dell’allagamento. Secondo Italia.it, proprio questo contrasto tra la bellezza del paesaggio e la storia dolorosa del paese rende Curon così particolare.
Come visitarlo senza fermarsi alla fotografia
La vista dalla riva è il punto di partenza, ma non dovrebbe essere l’unico motivo per arrivare fin qui. Una passeggiata lungo il lago permette di osservare il campanile da angolazioni diverse e di capire meglio quanto il paesaggio sia stato trasformato dall’intervento umano.
In estate tra passeggiate, biciclette e vento
Nei mesi caldi il Lago di Resia è adatto a chi ama camminare, pedalare e praticare sport all’aria aperta. Le condizioni di vento favoriscono attività come vela, kitesurf e windsurf, mentre i percorsi lungo la riva sono più accessibili per una visita tranquilla in famiglia.
In alcune date vengono organizzate visite guidate dedicate alla storia del bacino e del campanile. Sono una scelta interessante per chi vuole comprendere il destino di Curon Vecchia, perché una guida può spiegare ciò che non si vede nelle fotografie. Le prenotazioni e gli eventuali biglietti dipendono dal programma stagionale.
Leggi anche: Isola Madre, cosa vedere tra giardini e Palazzo Borromeo
In inverno tra ghiaccio e prudenza
Quando il lago gela completamente, la torre può essere raggiunta a piedi sulla superficie ghiacciata. Questa è probabilmente l’immagine più famosa, ma anche quella che richiede maggiore attenzione: non bisogna mai camminare sul ghiaccio senza autorizzazione o indicazioni locali.
Il gelo, il vento e gli sbalzi di temperatura possono rendere la superficie instabile. Se il passaggio non è ufficialmente consentito, è meglio osservare il campanile dalla riva e godersi il paesaggio innevato senza rischi inutili.
Qual è il periodo migliore per vedere la torre
| Periodo | Cosa aspettarsi | Per chi è indicato |
|---|---|---|
| Primavera | Prati verdi, acqua spesso movimentata dal vento e meno affollamento | Chi cerca tranquillità e passeggiate |
| Estate | Giornate lunghe, sport acquatici e maggiore disponibilità di servizi | Famiglie, ciclisti e fotografi |
| Autunno | Colori caldi, luce morbida e atmosfera più silenziosa | Chi vuole fotografare il paesaggio |
| Inverno | Neve, ghiaccio e campanile dall’aspetto più suggestivo | Amanti della montagna e degli sport invernali |
Per una prima visita sceglierei l’autunno o l’inizio dell’estate. In questi periodi il lago conserva un buon equilibrio tra accessibilità, luce e atmosfera. L’inverno è più scenografico, ma dipende dalle condizioni meteorologiche e dal congelamento effettivo dello specchio d’acqua.
Anche il livello del lago può influire sull’esperienza. In caso di lavori, manutenzione o variazioni nella gestione del bacino, la quantità di campanile visibile e l’aspetto della riva possono cambiare. Le fotografie trovate online, quindi, non rappresentano sempre il panorama che si incontra sul posto.
Come arrivare e cosa vedere nei dintorni
In auto si raggiunge la zona da Merano e Bolzano passando per la Val Venosta, oppure dal nord attraverso il Passo di Resia. Nel 2026 chi arriva dal versante austriaco deve verificare la viabilità, perché alcuni lavori sulla strada B180 possono rendere necessaria una deviazione attraverso la Svizzera.
Il Lago di Resia si presta bene a un itinerario di una giornata, ma merita anche una sosta più lunga. Nei dintorni si possono visitare il Lago della Muta, l’Abbazia di Monte Maria, il borgo di Glorenza e diversi percorsi lungo le antiche rogge della Val Venosta.
Per gli appassionati di bicicletta, la ciclabile della Val Venosta permette di collegare il lago ad altri paesi e punti d’interesse della valle. Chi preferisce la cultura può invece abbinare il campanile a un museo locale o a una visita guidata sulla storia del paese sommerso. La Regione turistica del Lago di Resia segnala inoltre attività stagionali e collegamenti che possono rendere più semplice muoversi senza usare sempre l’auto.
Il dettaglio che cambia davvero la visita al Lago di Resia
Il campanile è spettacolare, ma fermarsi alla sua immagine significa perdere la parte più importante del viaggio. Io lo considererei il punto di accesso alla storia di Curon, non una semplice attrazione da fotografare in fretta.
Prima di partire controllerei il meteo, la viabilità, le condizioni del ghiaccio in inverno e l’eventuale calendario delle visite guidate. Con queste poche verifiche, il Lago di Resia diventa un itinerario completo, dove paesaggio alpino, memoria e attività all’aria aperta convivono in uno dei luoghi più insoliti d’Italia.