Un campanile che emerge dall’acqua sembra l’inizio di una leggenda, ma in Alto Adige racconta una storia reale. Il protagonista è il Lago di Resia, dove la torre dell’antica Curon Vecchia spunta ancora dalla superficie del bacino artificiale. Qui trovi la storia del paese sommerso, il motivo per cui il campanile è rimasto visibile e i consigli pratici per visitarlo.
La risposta è racchiusa in un paesaggio dell’Alto Adige
- Il lago è il Lago di Resia, in Val Venosta, nel comune di Curon Venosta.
- Il campanile apparteneva alla vecchia chiesa di Curon, sommersa nel 1950.
- La torre non è completamente sott’acqua: la parte superiore emerge ancora dal lago.
- Il giro del lago misura circa 15,3 chilometri ed è in gran parte pianeggiante.
- Il periodo migliore dipende dall’esperienza desiderata: fotografia e sport in estate, atmosfera più intensa in inverno.

Il lago con il campanile dentro è quello di Resia
La risposta è il Lago di Resia, vicino a Curon Venosta, in Val Venosta, nell’Alto Adige settentrionale. Si trova non lontano dal Passo di Resia, lungo una delle strade alpine che collegano l’Italia all’Austria. Dalla riva si vede il campanile romanico dell’antico paese, isolato al centro dell’acqua e incorniciato dalle montagne.
La scena può trarre in inganno. Non si tratta di una torre costruita direttamente nel lago e nemmeno di un campanile che si può visitare normalmente dall’interno. È la parte superiore della torre della vecchia chiesa di Curon a emergere, mentre il resto della struttura e le fondamenta si trovano sotto il livello dell’acqua. Il campanile è quindi l’ultimo elemento visibile di un paese scomparso.
Io partirei proprio da questa distinzione, perché evita di ridurre il luogo a una semplice fotografia curiosa. Il fascino nasce dal contrasto tra il paesaggio naturale e la memoria di una comunità costretta a lasciare le proprie case.
Perché il campanile è rimasto sommerso
La storia risale alla costruzione di un grande bacino per la produzione di energia idroelettrica. Tra il 1949 e il 1950 furono uniti i laghi naturali di Resia e Curon, creando l’attuale Lago di Resia. L’innalzamento dell’acqua portò alla demolizione e alla sommersione dell’antico abitato di Curon, mentre gli abitanti furono trasferiti nel nuovo paese costruito più a monte.
La vecchia chiesa fu abbattuta, ma il campanile venne lasciato in piedi. La torre, separata dall’edificio religioso e costruita alla fine del XIV secolo, era abbastanza alta da restare visibile sopra l’acqua. Secondo Südtirol.info, il paesaggio attuale nacque proprio dall’unione dei due laghi e dalla scomparsa del vecchio abitato nel 1950.
Le campane furono rimosse prima dell’inondazione. Da qui nasce la leggenda secondo cui, nelle giornate molto fredde o ventose, si possano ancora sentire i rintocchi provenire dal lago. È una storia suggestiva, ma va considerata per quello che è: una leggenda locale, non un fatto documentato.
In alcuni periodi di manutenzione della diga il livello dell’acqua può essere abbassato, facendo riaffiorare parti delle vecchie fondamenta e alcuni resti del paese. Non è però un fenomeno programmabile con certezza per chi organizza una semplice escursione, quindi conviene verificare le condizioni locali prima della partenza.
Come visitare il campanile di Curon
Il punto più semplice per ammirarlo è la riva nei pressi di Curon Venosta, dove si trova un’area di parcheggio vicina al campanile. La Regione turistica del Lago di Resia indica anche il collegamento con l’autobus 273 e un breve tratto a piedi dalla fermata. In ogni caso, il modo più comodo per godersi il panorama resta arrivare presto, soprattutto nei fine settimana estivi.
Per una vista più ampia consiglio il Belvedere di Curon, un punto panoramico sopra l’abitato. Da lì la torre appare inserita nel paesaggio alpino, con una prospettiva più interessante rispetto alla fotografia scattata direttamente dalla strada. La luce del mattino tende a rendere l’acqua più pulita, mentre nel tardo pomeriggio il contrasto tra campanile e montagne può essere più intenso.
Chi ha tempo può percorrere l’intero lago. Il giro misura circa 15,3 chilometri, con fondo asfaltato o in ghiaia ben battuta e dislivelli molto contenuti. È adatto a una camminata tranquilla, alla corsa e al nordic walking, ma richiede comunque diverse ore se si procede senza fretta.
- Porta scarpe comode, anche se il percorso è prevalentemente facile.
- Controlla il vento, spesso presente nella valle e più forte sulle rive aperte.
- In inverno non camminare sul ghiaccio senza informazioni ufficiali sulla sicurezza.
- Verifica eventuali modifiche a parcheggi, sentieri e trasporti prima di partire.
Cosa fare intorno al Lago di Resia
Il campanile è il motivo più famoso per arrivare a Curon, ma il lago merita almeno una giornata intera. Il percorso sulle rive offre scorci sull’Ortles e sulle montagne della Val Venosta, mentre nei dintorni si trovano altri laghi, piccoli centri alpini e itinerari adatti a diversi livelli di allenamento.
Camminare o andare in bicicletta
Il tracciato attorno al bacino è la scelta più equilibrata per chi vuole unire paesaggio e storia. In bicicletta permette di spostarsi tra Curon, Resia e San Valentino alla Muta senza affrontare subito salite impegnative. Io lo considero più interessante di una visita mordi e fuggi, perché la torre cambia aspetto a seconda del punto di osservazione.
Vela e kitesurf
Il vento della Val Venosta rende il Lago di Resia adatto alla vela e al kitesurf, soprattutto dalla tarda mattinata in poi. Non è però un’attività improvvisata: chi non ha esperienza dovrebbe rivolgersi a una scuola locale e informarsi sulle zone autorizzate per il lancio e l’atterraggio.
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Il Passo di Resia e i laghi vicini
La visita può proseguire verso il Passo di Resia o verso il Lago di San Valentino alla Muta, più piccolo e naturale. Quest’ultimo offre un ambiente più tranquillo, con un percorso pianeggiante di circa 5,3 chilometri. È una buona alternativa se cerchi silenzio e natura dopo l’impatto emotivo del campanile sommerso.
Quando andare e quale esperienza aspettarsi
In estate il lago è più accessibile e offre le migliori condizioni per camminate, bicicletta, vela e fotografia. Le giornate lunghe aiutano a completare il giro del bacino, ma il vento può aumentare nelle ore centrali. Per le immagini più nitide, spesso conviene fotografare il campanile al mattino.
L’inverno cambia completamente l’atmosfera. Il lago può ghiacciare e, quando le condizioni lo consentono ufficialmente, il campanile diventa raggiungibile a piedi sulla superficie gelata. Il ghiaccio non è una garanzia di sicurezza: temperature, spessore e condizioni meteorologiche possono variare rapidamente.
Non sceglierei invece questa destinazione pensando a una vacanza balneare. L’acqua è fredda e il lago è noto soprattutto per il paesaggio, il vento e la storia. La sua forza sta nel camminare lungo la riva, osservare la torre da più angolazioni e capire cosa rappresenta davvero.
La torre che emerge dall’acqua non è soltanto un’attrazione
Il campanile di Curon è uno dei simboli più riconoscibili dei laghi italiani, ma la sua importanza va oltre l’immagine insolita. Ricorda la trasformazione forzata di una valle, la perdita di un paese e il trasferimento di una comunità per lasciare spazio a un’opera energetica.
Il mio consiglio è di dedicargli almeno qualche ora, invece di limitarsi a una fotografia dalla macchina. Il Lago di Resia si comprende davvero quando si uniscono panorama, storia e cammino: solo allora quella torre solitaria smette di sembrare un mistero e diventa la voce silenziosa della vecchia Curon.