Una passeggiata tra vapori, rocce dai colori insoliti e pozze fangose che ribollono può trasformarsi in una delle esperienze più curiose della Toscana, ma il percorso va affrontato con qualche attenzione. Il Parco delle Biancane, a Monterotondo Marittimo, offre un itinerario geotermico accessibile e alcune varianti più lunghe verso Sasso Pisano. Qui trovi indicazioni su partenza, durata, difficoltà, punti d’interesse, equipaggiamento e sicurezza.
Le informazioni essenziali per organizzare la visita
- Partenza consigliata dal villaggio dei Lagoni, vicino a Piazza Francesco de Larderel e all’area Pump Track.
- Durata dell’anello principale circa 3 ore, mentre le varianti verso Sasso Pisano arrivano a 8-12 km.
- Difficoltà generalmente facile nel tratto geotermico, media nelle escursioni più lunghe.
- Da vedere fumarole, fumacchi, soffioni, putizze, bulicami, lagoni e rocce biancastre.
- Attenzione a non oltrepassare corde e recinzioni, perché il terreno può essere caldo e instabile.
- Visita completa con il MUBIA, il Geomuseo delle Biancane ospitato in un’ex centrale geotermica.

Da dove parte il percorso del Parco delle Biancane
Il punto di riferimento più pratico è il piccolo abitato dei Lagoni boraciferi, nel territorio di Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto. Qui conviene lasciare l’auto nei pressi di Piazza Francesco de Larderel o dell’area Pump Track, invece di cercare parcheggio direttamente lungo i tratti più stretti della strada.
Dal parcheggio si seguono le indicazioni per il MUBIA, raggiungibile con una breve salita asfaltata di circa 300 metri. Il museo occupa una vecchia centrale geotermica e funziona come porta d’ingresso ideale al paesaggio: prima di camminare tra le manifestazioni naturali, aiuta a capire perché il sottosuolo emette vapore, gas e acqua calda.
Il sentiero geotermico è segnalato e attraversa due settori del parco. Il tratto iniziale conduce verso le aree con fumacchi e lagoni, mentre più avanti si entra nella zona delle Biancane, dove il terreno assume tonalità che vanno dal bianco gessoso al rosso e al giallo ocra.
Quale itinerario scegliere in base al tempo disponibile
Non esiste un solo modo di visitare l’area. La scelta più sensata dipende dalla preparazione del gruppo, dal caldo e dal tempo che vuoi dedicare anche al museo. Io distinguerei tra una visita breve nel geosito e un’escursione vera e propria sulle colline tra Monterotondo Marittimo e Sasso Pisano.
| Itinerario | Durata indicativa | Impegno | Per chi è adatto |
|---|---|---|---|
| Anello del parco | Circa 2-3 ore | Facile | Famiglie, visitatori occasionali, chi vuole concentrarsi sui fenomeni geotermici |
| Anello Biancane e Sasso Pisano | Circa 4-5 ore | Media | Escursionisti abituati a dislivello e fondo irregolare |
| Varianti escursionistiche lunghe | Da 8 a 12 km | Media | Chi cerca una camminata di mezza giornata tra geotermia e boschi |
L’anello breve nel geosito
È la soluzione migliore se hai poche ore o viaggi con bambini già abituati a camminare. Il percorso consente di vedere le principali manifestazioni geotermiche senza trasformare la visita in un trekking impegnativo. In condizioni normali bastano 2-3 ore comprese le soste, anche se il terreno bagnato può rallentare l’andatura.
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La variante verso Sasso Pisano
Le tracce escursionistiche più lunghe collegano il parco a Sasso Pisano con un anello di circa 8-12 km, a seconda delle deviazioni e del punto di partenza. Il dislivello può diventare significativo e il tempo effettivo varia molto, in genere da 4 a quasi 5 ore.
Questa variante è più interessante per chi ama alternare paesaggi aperti, boschi e testimonianze della geotermia. Non la sceglierei però nelle ore più calde dell’estate se il gruppo non è allenato, perché alcuni tratti esposti rendono la fatica maggiore di quanto suggerisca la distanza.
Cosa si vede lungo il cammino
La particolarità delle Biancane non sta in un singolo belvedere, ma nella successione di fenomeni che cambiano continuamente l’aspetto del terreno. Il paesaggio sembra quasi immobile, ma il vapore, l’acqua e i gas mostrano che sotto i piedi esiste un’attività ancora presente.
- Fumacchi e fumarole, piccole emissioni di vapore e gas che escono da fessure del terreno.
- Soffioni, getti più energici e rumorosi, legati a pressioni e temperature elevate.
- Putizze e mofete, emissioni di gas tra cui acido solfidrico e anidride carbonica.
- Bulicami, pozze fangose che gorgogliano per la risalita dei gas.
- Lagoni, bacini più ampi di acqua e fango, spesso dall’aspetto spettacolare ma da osservare a distanza.
- Sorgenti termali, dove l’acqua presenta una temperatura superiore a quella dell’ambiente.
Il nome Biancane deriva dall’aspetto chiaro delle rocce e del suolo, modificati dall’azione dei gas geotermici. In alcuni punti il colore vira verso il rosso o l’ocra, creando un contrasto forte con la vegetazione delle Colline Metallifere. Per me è proprio questa alternanza cromatica a rendere il percorso più memorabile delle singole installazioni informative.
L’area racconta anche la storia dell’uso industriale della geotermia. Nei pressi del sentiero si incontrano resti e strutture legate all’estrazione dell’acido borico, attività avviata nell’Ottocento. La visita diventa così un incontro tra ambiente, geologia e archeologia industriale.
Come prepararsi senza sottovalutare il terreno
Il tratto turistico non richiede tecniche alpinistiche, ma non va affrontato come una semplice passeggiata urbana. Ci sono salite brevi ma ripide, terreno scivoloso dopo la pioggia e passaggi in cui il fango può accumularsi vicino alle zone umide.
- Indossa scarpe da trekking con suola scolpita, soprattutto in autunno e inverno.
- Porta almeno 1 litro d’acqua per persona in estate, perché lungo il percorso non è garantito il rifornimento.
- Utilizza un cappello e una protezione solare nei tratti aperti e privi d’ombra.
- Evita di programmare l’anello più lungo se hai meno di quattro ore di luce.
- Scarica una traccia offline soltanto come supporto, senza sostituire la segnaletica locale.
- In caso di pioggia recente, considera un tempo di percorrenza più lungo e pantaloni facilmente lavabili.
Il periodo più piacevole, secondo il mio criterio, è la primavera oppure l’inizio dell’autunno. In estate la luce valorizza i colori del terreno, ma il caldo può farsi sentire molto e l’odore dello zolfo risulta più intenso in alcune conche. Dopo temporali o piogge abbondanti, invece, è meglio informarsi sulle condizioni del fondo prima di scegliere la variante lunga.
Regole di sicurezza vicino a vapori e lagoni
La geotermia è affascinante proprio perché è ancora attiva, e per questo richiede rispetto. Le corde di sicurezza non sono decorative: delimitano aree in cui il suolo può essere molto caldo, fragile o attraversato da emissioni difficili da valutare a occhio.
Resta sempre sul sentiero, non raccogliere rocce e non avvicinarti ai bordi delle pozze. Alcuni soffioni possono raggiungere temperature intorno ai 115 °C, mentre il fango dei lagoni può schizzare senza preavviso. Anche le mofete meritano cautela, perché l’anidride carbonica tende a concentrarsi nelle depressioni e può ridurre l’ossigeno disponibile.
Non porterei mai il cane libero in prossimità delle manifestazioni geotermiche. Un animale può avvicinarsi a una zona pericolosa prima che il proprietario riesca a intervenire. Bambini e ragazzi vanno accompagnati a breve distanza, soprattutto nei punti in cui il terreno appare asciutto ma presenta piccole fessure o vapori.
Il MUBIA completa davvero l’esperienza
Visitare il parco senza entrare nel MUBIA è possibile, ma significa rinunciare a una parte importante del racconto. Il percorso museale multimediale spiega l’origine del calore sotterraneo e permette di leggere con maggiore consapevolezza ciò che hai appena osservato all’esterno.
Il biglietto intero pubblicato dal museo è di 7 euro, mentre la tariffa ridotta è di 5 euro per gruppi numerosi, residenti e scolaresche. L’ingresso è gratuito per i minori di 11 anni, le persone con disabilità e un accompagnatore, le guide con gruppi e gli insegnanti con la classe. Audioguida e visore 3D possono avere un costo aggiuntivo.
Gli orari possono cambiare durante l’anno. Nella stagione estiva indicata dal MUBIA l’apertura è generalmente prevista dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, con possibili variazioni e aperture straordinarie. Prima di partire controllerei sempre gli orari aggiornati, soprattutto se vuoi abbinare trekking e visita museale nella stessa giornata.
Per le scuole e i gruppi sono disponibili anche attività guidate. Le informazioni del MUBIA riportano trekking di circa 2 ore, con costi che variano in base alla formula scelta e al tipo di gruppo. Per una visita individuale non è indispensabile una guida, ma può fare una grande differenza se vuoi capire la geologia del luogo invece di limitarti a fotografare il vapore.
Una giornata ben calibrata tra Lagoni e colline geotermiche
Per goderti il percorso senza fretta, arriverei al mattino, inizierei dal parcheggio dei Lagoni e farei l’anello del parco lasciando spazio alle soste. Dopo il cammino, il MUBIA aiuta a riordinare ciò che hai visto e rende la visita adatta anche a chi non ha conoscenze di geologia.
Se invece cerchi un’escursione più completa, scegli l’anello verso Sasso Pisano, porta acqua sufficiente e considera almeno mezza giornata. La regola che seguirei sempre è semplice: il paesaggio si osserva da vicino, ma i fenomeni geotermici si rispettano da lontano. In questo equilibrio sta il modo migliore per vivere le Biancane.