Sassi di Roccamalatina, sentieri e panorami da scoprire

I Sassi di Roccamalatina, imponenti formazioni rocciose, dominano un paesaggio collinare con case sparse e vegetazione autunnale sotto un cielo azzurro e nuvoloso.

Scritto da

Gerlando Martino

Pubblicato il

24 set 2026

Indice

Una gita tra guglie d’arenaria, boschi e piccoli borghi può diventare molto più interessante con qualche informazione pratica in anticipo. I Sassi di Roccamalatina, nel Parco regionale dell’Appennino modenese, offrono passeggiate brevi, trekking più impegnativi e panorami insoliti: qui trovi cosa vedere, quali sentieri scegliere, come arrivare e quanto mettere in conto.

Le informazioni essenziali per organizzare la visita

  • Posizione nell’Appennino modenese, tra Guiglia, Zocca e Marano sul Panaro.
  • Estensione di circa 2.300 ettari, con oltre 100 chilometri di sentieri.
  • Percorso più completo l’Anello dei Sassi, lungo 8,5 km e classificato escursionistico.
  • Punto panoramico il Sasso della Croce, raggiungibile con una salita di circa 20 minuti.
  • Biglietto 2026 per la salita al Sasso della Croce, 3,50 euro intero e 2 euro ridotto.

Due escursionisti camminano in un prato dorato, con i suggestivi sassi di roccamalatina sullo sfondo.

Perché queste guglie sono così particolari

Il parco protegge un paesaggio molto diverso da quello che ci si aspetterebbe vicino alla pianura emiliana. Al centro emergono alte guglie di arenaria, una roccia sedimentaria modellata nel tempo dall’erosione dell’acqua, del vento e dagli sbalzi termici.

Le pareti raggiungono circa 70 metri di altezza e assumono forme verticali, arrotondate o leggermente inclinate. La loro presenza risalta ancora di più perché intorno si alternano castagneti, boschi, radure, coltivi e calanchi. Secondo me è proprio questo contrasto a rendere il panorama memorabile, più ancora della singola formazione rocciosa.

Il territorio non è soltanto un punto fotografico. Nel parco sono presenti numerosi ambienti naturali e una flora ricca, con circa 760 specie vegetali, oltre a rapaci e mammiferi come il falco pellegrino, il capriolo, il tasso e la volpe. Durante una passeggiata conviene quindi rallentare e osservare anche i margini del bosco, non solo le guglie.

Quale sentiero scegliere in base al tempo

La rete escursionistica consente di costruire itinerari molto diversi. Ci sono passeggiate accessibili a chi vuole trascorrere qualche ora all’aperto e percorsi con dislivello più evidente, adatti a chi cammina regolarmente. La classificazione ufficiale E significa “escursionistico” e indica la necessità di un minimo di allenamento, calzature adeguate e attenzione al fondo.

Itinerario Dati principali Per chi è adatto
Anello dei Sassi 8,5 km, circa 2 ore e 30 minuti, dislivello di 344 metri Escursionisti con allenamento normale
Salita al Sasso della Croce Circa 20 minuti, quota panoramica di 567 metri Chi cerca il punto di vista più spettacolare
Itinerario n. 2 Fra storia e natura Percorso ad anello nei dintorni di La Casellina Chi vuole abbinare paesaggio e piccoli nuclei storici
Percorsi tra Samone, Montecorone e Zocca Varianti di diversa lunghezza e dislivello Chi desidera una giornata intera di cammino

L’Anello dei Sassi per una prima visita

L’itinerario n. 3 parte da Pieve di Trebbio e torna allo stesso punto. In circa 8,5 chilometri attraversa boschi, coltivi, vallecole e scorci sempre diversi sulle guglie. È la scelta che consiglierei a chi vuole capire davvero il paesaggio, perché non si limita a una veduta frontale.

Il dislivello complessivo in salita e discesa è di 344 metri. Due ore e mezza sono una stima realistica per camminatori allenati, ma con fotografie, soste e fondo umido è più prudente calcolare 3 o 4 ore.

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La salita al Sasso della Croce

Questa è l’esperienza più breve e scenografica. Il tratto dura circa 20 minuti, ma presenta pendenze e passaggi che richiedono passo sicuro, soprattutto dopo la pioggia. Il premio è una vista ampia sulla valle e sulle altre formazioni rocciose.

L’accesso è regolamentato e si acquista un biglietto presso il Centro Visita del Borgo dei Sassi. Non la considererei una semplice passeggiata da città: scarpe con suola scolpita, niente fretta e particolare attenzione ai bambini sono scelte di buon senso.

Come arrivare e dove lasciare l’auto

Il parco si raggiunge principalmente in automobile. Da Modena e dalla pianura si può seguire la provinciale 623 del Passo Brasa, passando nell’area di Guiglia; un’alternativa è la strada di fondovalle del Panaro, utile in base al punto di partenza.

Per la visita alle guglie conviene puntare sul Borgo dei Sassi e sul parcheggio La Casellina, in Via Sassi. La sosta è gratuita negli spazi indicati, mentre il Centro Visita si raggiunge con un breve tratto a piedi. Esiste anche una zona con sosta camper tollerata in Via Pieve di Trebbio 1346, ma è meglio verificare le condizioni locali prima di organizzare un pernottamento.

Il mio consiglio pratico è arrivare al mattino nei fine settimana primaverili ed estivi. I parcheggi non sono enormi e partire presto permette di camminare con più tranquillità, evitando anche le ore più calde sui tratti esposti.

Orari, biglietti e periodo migliore

Nel 2026 l’accesso al Sasso della Croce prevede una tariffa di 3,50 euro per gli adulti e 2 euro per i bambini dai 4 ai 13 anni. I gruppi non accompagnati di almeno 10 persone hanno una tariffa indicata di 2 euro a partecipante; sono gratuiti i bambini da 0 a 3 anni e i residenti di Guiglia con documento.

Gli orari cambiano durante la stagione. Per aprile e maggio sono indicati l’apertura del venerdì pomeriggio e quella del sabato, della domenica e dei festivi dalle 10 alle 18, mentre nei mesi estivi l’apertura del fine settimana è generalmente più ampia. Nei giorni feriali estivi è prevista anche la prenotazione online, con tariffa indicata di 5 euro.

La salita dipende dalle condizioni meteorologiche e può essere chiusa in presenza di fondo scivoloso, ghiaccio o altri rischi. È inoltre prevista una chiusura invernale dal 2 novembre 2026 al 26 febbraio 2027. Prima di partire controllerei sempre gli orari aggiornati del Centro Visita, soprattutto per una visita fuori stagione.

Per i sentieri liberi, primavera e autunno sono i periodi più equilibrati. In estate il verde è piacevole, ma partire presto fa una differenza concreta; in inverno il paesaggio è suggestivo, anche se fango, gelo e umidità possono rendere impegnativi alcuni passaggi.

Cosa vedere oltre alle rocce

Le guglie sono il simbolo del parco, ma il viaggio acquista più senso se si considera l’intero territorio. Il Borgo dei Sassi conserva un impianto rurale di origine medievale e funziona come punto naturale di accesso alla salita panoramica.

Merita una deviazione anche la Pieve di Trebbio, soprattutto se si sceglie l’Anello dei Sassi. I piccoli borghi, le case rurali e le strade collinari mostrano un’Emilia appenninica meno conosciuta, dove il paesaggio agricolo non è un semplice sfondo ma parte integrante dell’esperienza.

Per una giornata più ricca si possono inserire nel programma Guiglia, Samone, Montecorone o Zocca. Non cercherei di visitarli tutti insieme: è più piacevole scegliere un sentiero principale e abbinare un solo borgo, lasciando tempo per una pausa in una trattoria o in un’area di sosta.

Gli errori da evitare durante l’escursione

  • Sottovalutare il dislivello dell’Anello dei Sassi perché il percorso si trova a quote collinari.
  • Partire con scarpe da ginnastica lisce, soprattutto dopo giornate piovose.
  • Confondere la breve salita al Sasso della Croce con un percorso completamente pianeggiante.
  • Affidarsi soltanto al telefono senza scaricare una traccia o consultare la cartografia del parco.
  • Lasciare rifiuti, raccogliere piante o uscire dai tracciati nelle zone più tutelate.
  • Arrivare tardi senza verificare la chiusura della biglietteria e l’ultimo accesso alla salita.

Porterei con me almeno un litro d’acqua a persona, una giacca leggera, uno snack e una batteria esterna. I cani sono da tenere sotto controllo e, sui tratti più stretti o affollati, il guinzaglio è la soluzione più rispettosa per tutti.

Come trasformare la visita in una giornata ben riuscita

Per una prima esperienza sceglierei l’Anello dei Sassi al mattino, una pausa nel Borgo dei Sassi e, se gli orari lo consentono, la salita al Sasso della Croce. Chi preferisce un programma leggero può invece limitarsi al punto panoramico e a una passeggiata nei dintorni di Pieve di Trebbio.

Il parco dà il meglio quando non lo si affronta di corsa. Con scarpe adatte, partenza anticipata e controllo degli orari si può vivere una destinazione sorprendente, abbastanza vicina a Modena per una gita di un giorno ma capace di offrire il respiro di un vero paesaggio appenninico.

Domande frequenti

L’Anello dei Sassi è il percorso più completo: parte da Pieve di Trebbio, misura 8,5 km e presenta 344 metri di dislivello. Richiede circa 2 ore e 30 minuti, ma è più prudente calcolare 3 o 4 ore con soste e fotografie.

La salita dura circa 20 minuti e conduce a un punto panoramico a 567 metri. Nel 2026 il biglietto costa 3,50 euro per gli adulti e 2 euro per i bambini da 4 a 13 anni; l’accesso può essere chiuso con fondo scivoloso, ghiaccio o maltempo.

Conviene raggiungere il Borgo dei Sassi e utilizzare il parcheggio La Casellina, in Via Sassi, dove la sosta è gratuita negli spazi indicati. Il Centro Visita si trova a breve distanza a piedi; prima di organizzare un pernottamento in camper in Via Pieve di Trebbio è meglio verificare le condizioni locali.

Primavera e autunno offrono condizioni equilibrate per i sentieri. In estate è consigliabile partire presto per evitare caldo e affollamento, mentre in inverno fango, gelo e umidità possono rendere più impegnativi alcuni tratti; la salita al Sasso della Croce è chiusa dal 2 novembre 2026 al 26 febbraio 2027.

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Gerlando Martino

Gerlando Martino

Mi chiamo Gerlando Martino e ho sette anni di esperienza nel settore dei viaggi, della cultura e degli itinerari italiani. La mia passione per l'Italia e le sue meraviglie mi ha portato a esplorare ogni angolo del nostro straordinario paese, e mi piace condividere queste scoperte con chi desidera conoscere meglio le bellezze e le tradizioni italiane. Scrivo articoli che spaziano dai luoghi meno conosciuti alle esperienze culinarie uniche, cercando sempre di offrire informazioni utili, accurate e aggiornate. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire una visione chiara e comprensibile. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le tendenze del settore, in modo che i lettori possano avere accesso a contenuti che non solo ispirano, ma che sono anche pratici per i loro viaggi. La mia missione è rendere ogni viaggio un'esperienza indimenticabile, aiutando le persone a scoprire l'Italia in modo autentico e significativo.

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