Capire da dove parte la via Francigena significa distinguere tra l’origine storica del pellegrinaggio e il punto da cui si comincia oggi il tratto italiano. In questo articolo chiarisco il ruolo di Canterbury, l’ingresso dal Passo del Gran San Bernardo e le alternative più pratiche per organizzare un cammino realistico, anche solo per pochi giorni.
Il punto di partenza cambia in base al tratto che vuoi percorrere
- Canterbury è l’inizio storico dell’itinerario verso Roma.
- Il percorso europeo arriva a circa 2.000 chilometri e attraversa cinque Paesi.
- Il tratto italiano ufficiale comincia dal Passo del Gran San Bernardo.
- Per un viaggio più breve si può partire da Aosta, Lucca, Siena o Roma, senza perdere il senso del cammino.
- La Credenziale serve per raccogliere i timbri e dare continuità all’esperienza del pellegrino.

La partenza storica è Canterbury
La risposta più corretta, dal punto di vista storico, è Canterbury, in Inghilterra. Qui si trova il punto simbolico del chilometro zero, vicino alla cattedrale, da cui il cammino procede verso Dover, la Francia, la Svizzera e infine Roma.
La ragione è legata al viaggio dell’arcivescovo Sigerico, che nel 990 si recò a Roma per ricevere il pallio da papa Giovanni XV. Durante il ritorno verso Canterbury annotò le località attraversate in 79 tappe. Il suo diario non era una guida turistica nel senso moderno, ma è la testimonianza più importante per ricostruire il tracciato medievale.
C’è però un dettaglio che spesso crea confusione. Sigerico descrisse il viaggio da Roma verso Canterbury, mentre oggi la direzione più conosciuta è quella inversa, da Canterbury a Roma. Per questo Canterbury è considerata la partenza storica del cammino, anche se la fonte medievale racconta soprattutto il percorso di ritorno.
Perché si chiama Via Francigena
Il nome indica una strada proveniente dalle terre dei Franchi. Nel Medioevo non esisteva una sola via perfettamente tracciata come accade oggi con un itinerario escursionistico. Esisteva piuttosto una rete di percorsi usati da pellegrini, mercanti, soldati e viaggiatori.
Il tracciato cambiava in base alla stagione, alla sicurezza dei valichi, alle condizioni dei ponti e alla presenza di ospitali dove fermarsi. Quando percorro o studio questi cammini, trovo più utile pensare alla Francigena come a un corridoio storico europeo, non come a una linea immutabile disegnata sulla carta.
La Via Francigena contemporanea segue un itinerario riconosciuto e segnalato, ma conserva questa origine articolata. Per questo esistono varianti locali e piccole differenze tra mappe, guide e percorsi proposti dalle amministrazioni territoriali.
Da dove si entra nella Via Francigena italiana
Se vuoi percorrere soltanto l’Italia, il riferimento ufficiale è il Passo del Gran San Bernardo, sul confine tra Svizzera e Valle d’Aosta. Da qui il cammino scende verso Saint-Rhémy-en-Bosses, Echevennoz e Aosta, per proseguire poi attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio fino a Roma.
Il valico alpino è un inizio molto suggestivo, ma non è il più semplice. Le prime giornate presentano dislivelli, sentieri di montagna e condizioni meteorologiche variabili. Il Passo supera i 2.400 metri di altitudine, quindi va affrontato con una preparazione adeguata e verificando sempre l’apertura stagionale del percorso.
Chi cerca un punto di partenza più comodo può iniziare da Aosta, rinunciando alla sezione alpina ma mantenendo il collegamento con il tracciato ufficiale. È una scelta sensata per chi dispone di una settimana o preferisce un itinerario meno impegnativo sul piano fisico.
| Punto di partenza | Per chi è adatto | Cosa considerare |
|---|---|---|
| Canterbury | Chi vuole vivere l’intero itinerario storico | Richiede molte settimane e una logistica internazionale |
| Passo del Gran San Bernardo | Chi desidera iniziare dal tratto italiano ufficiale | Alta quota, dislivelli e possibile chiusura stagionale |
| Aosta | Chi vuole evitare la parte più alpina | Si perde l’ingresso simbolico dal valico |
| Siena o Lucca | Chi cerca il paesaggio toscano e borghi storici | È un tratto parziale, non l’inizio originario |
| Roma | Chi vuole arrivare alla meta o camminare in senso inverso | La direzione è opposta a quella del pellegrinaggio tradizionale |
Quale partenza scegliere per un viaggio realistico
La scelta dipende soprattutto dal tempo disponibile. Per completare il percorso da Canterbury a Roma servono diverse settimane, una buona organizzazione dei pernottamenti e la disponibilità ad attraversare ambienti molto diversi. Non è un semplice trekking lineare: cambiano lingua, valuta, segnaletica, trasporti e condizioni del terreno.
Per un primo cammino, io consiglierei di scegliere una sezione da 5 a 8 giorni. La Toscana è spesso il compromesso migliore perché alterna strade bianche, colline, borghi e servizi abbastanza ravvicinati. Siena, San Gimignano, Monteriggioni e San Quirico d’Orcia offrono una forte continuità tra paesaggio e patrimonio storico.
Se vuoi dedicare qualche giorno alla città prima o dopo il cammino, puoi affiancare il percorso a un itinerario di Siena e Val d’Orcia. Lo considero un abbinamento particolarmente riuscito perché permette di alternare giornate di cammino lento a momenti più culturali, senza trasformare tutto il viaggio in una corsa tra una tappa e l’altra.
Chi preferisce un’esperienza più breve può anche selezionare soltanto alcune tappe, purché controlli bene i collegamenti ferroviari e degli autobus. Molti paesi sono piccoli e non hanno corse frequenti, soprattutto nei fine settimana o fuori stagione.
Cosa preparare prima di mettersi in cammino
La Credenziale del pellegrino è il documento da far timbrare lungo il percorso. Non serve soltanto come ricordo: in molte strutture permette di dimostrare che si sta percorrendo il cammino e può essere richiesta per accedere all’accoglienza dedicata ai pellegrini.
Prima della partenza controllerei quattro elementi concreti:
- Le tappe effettive, perché la distanza ideale cambia in base al dislivello e non solo ai chilometri.
- Le strutture aperte, soprattutto nei periodi meno frequentati.
- I rifornimenti, dato che alcuni tratti attraversano campagne con pochi negozi.
- La segnaletica aggiornata, affiancando una mappa affidabile al GPS.
Una tappa da 18-25 chilometri può essere sostenibile per molti camminatori, ma non è una regola universale. Con zaino pesante, caldo, fango o dislivelli importanti, anche 15 chilometri possono diventare impegnativi. Il mio consiglio è di programmare una prima giornata più corta, così da capire il ritmo reale prima di fissare tutte le successive.
Se il viaggio include anche una sosta urbana in Toscana, puoi valutare un itinerario Pistoia. Non è una tappa della direttrice principale Canterbury-Roma, ma può essere una deviazione culturale interessante per chi vuole aggiungere arte, architettura e gastronomia a un percorso di turismo lento.
Il significato della meta non dipende dalla distanza percorsa
Partire da Canterbury ha un forte valore storico, ma non rende automaticamente più autentico il viaggio. Anche un tratto di pochi giorni può avere senso se viene percorso con attenzione, lasciando spazio ai borghi, alle chiese, ai paesaggi e agli incontri lungo la strada.
La distinzione più importante è quindi questa: Canterbury è l’origine storica europea, il Passo del Gran San Bernardo è l’ingresso del tracciato italiano ufficiale, mentre Aosta, Siena, Lucca o altre località sono partenze pratiche per un’esperienza parziale.
La partenza migliore è quella che riesci davvero a vivere
Se vuoi seguire la storia nella sua forma più completa, scegli Canterbury. Se desideri attraversare l’Italia lungo il percorso riconosciuto, parti dal Gran San Bernardo, tenendo conto della montagna e della stagione. Se invece hai pochi giorni, seleziona una sezione toscana o laziale e organizza il cammino intorno al tuo ritmo, non al numero di tappe da collezionare.
La Via Francigena non premia chi corre per arrivare prima. A mio avviso, il punto di partenza più giusto è quello che consente di camminare con continuità, dormire senza stress e accorgersi davvero dei luoghi attraversati.