Una pedalata sul mare, una passeggiata tra gallerie ferroviarie e calette, oppure un itinerario lento tra antichi trabocchi e riserve naturali: la via dei trabocchi offre tutte queste possibilità lungo la costa abruzzese. In questa guida spiego come orientarsi tra i diversi tratti, cosa vedere, dove iniziare e quali accorgimenti adottare per vivere il percorso senza sorprese.
Il percorso costiero abruzzese da conoscere prima di partire
- 42 km collegano Ortona Lido a Vasto Marina lungo l’ex ferrovia Adriatica.
- Il tracciato è adatto a biciclette, e-bike e passeggiate, ma non è identico in ogni tratto.
- L’estensione fino a San Salvo Marina porta l’itinerario costiero a circa 64,5-66 km.
- I punti più scenografici includono Acquabella, Fossacesia, Punta Aderci e Vasto.
- Nel 2026 il tratto tra Mottagrossa e il fiume Sinello risulta interessato da una chiusura e da una deviazione disagevole.

Che cos’è davvero la Via Verde della Costa dei Trabocchi
Il cuore dell’itinerario è la Via Verde della Costa dei Trabocchi, una pista ciclopedonale ricavata sul vecchio tracciato della ferrovia Adriatica. Il percorso principale misura circa 42 km e collega Ortona Lido a Vasto Marina, quasi sempre vicino al mare e lontano dal traffico ordinario.
Il nome richiama i trabocchi, antiche strutture lignee da pesca sospese sull’Adriatico e collegate alla terraferma da passerelle. Non sono semplici elementi decorativi: rappresentano una parte concreta della cultura marinara abruzzese. Alcuni oggi ospitano ristoranti, altri conservano soprattutto il loro valore storico e paesaggistico.
Bisogna però distinguere il tratto più noto dall’intero percorso costiero. Collegando anche i tratti verso Francavilla al Mare e San Salvo Marina, la rete arriva a circa 64,5-66 km, con brevi passaggi su strade locali, lungomare e tratti ancora non completamente separati dal traffico.
Quale tratto scegliere in base al tempo disponibile
Non consiglio di affrontare tutto in una sola giornata se l’obiettivo è fermarsi sui belvedere, visitare le riserve e mangiare su un trabocco. Per una prima esperienza, è più piacevole scegliere un tratto preciso e lasciare spazio alle soste.
| Tratto consigliato | Perché sceglierlo | A chi lo consiglio |
|---|---|---|
| Ortona - San Vito Chietino | Gallerie recuperate, falesie, trabocchi e panorami molto vari | Chi vuole il tratto più caratteristico |
| San Vito Chietino - Fossacesia | Vista sul mare, abbazia di San Giovanni in Venere e ristorazione sul litorale | Famiglie e ciclisti poco allenati |
| Fossacesia - Torino di Sangro | Paesaggio più aperto, spiagge, pineta e Riserva Lecceta | Chi cerca natura e ritmi tranquilli |
| Casalbordino - Vasto | Accesso alla Riserva di Punta Aderci e vista sul faro di Punta Penna | Chi privilegia fotografia e panorami |
| Vasto Marina - San Salvo Marina | Lungomare più semplice e adatto a una pedalata rilassata | Famiglie e uscite brevi |
Se ho poche ore, sceglierei il tratto tra San Vito Chietino e Fossacesia. È abbastanza rappresentativo, non richiede una preparazione atletica particolare e permette di alternare pedalata, spiaggia e soste gastronomiche senza trasformare la giornata in una corsa contro il tempo.
Cosa vedere lungo il percorso
Ortona e le prime gallerie sul mare
Ortona è un buon punto di partenza per chi vuole unire la pista alla visita di una città storica. Il Castello Aragonese e il centro cittadino aggiungono interesse culturale prima di entrare nel paesaggio costiero, dove il vecchio tracciato ferroviario conduce verso gallerie, scogliere e calette.
Le gallerie recuperate sono uno degli elementi più riconoscibili dell’itinerario. In alcuni punti la sensazione è quella di pedalare dentro la storia industriale della costa, con il mare che ricompare all’uscita quasi come una sorpresa.
San Vito Chietino e Fossacesia
Tra San Vito Chietino e Fossacesia il paesaggio diventa particolarmente scenografico. Si incontrano trabocchi storici, promontori e tratti in cui la pista corre a pochi metri dall’acqua, mentre l’Abbazia di San Giovanni in Venere offre una deviazione culturale importante, soprattutto per chi viaggia in auto o con una bici elettrica.
Qui conviene prenotare in anticipo se si desidera pranzare su un trabocco. I posti sono limitati e gli orari cambiano in base alla stagione; arrivare senza prenotazione può significare dover rinunciare proprio all’esperienza più famosa della costa.
Torino di Sangro e la Lecceta
Il tratto di Torino di Sangro è meno teatrale rispetto ai promontori rocciosi, ma più rilassante. La Riserva Naturale Regionale Lecceta di Torino di Sangro introduce un paesaggio di bosco e macchia mediterranea, utile per spezzare la lunga sequenza di spiagge e mare.
È una zona adatta a chi preferisce camminare senza concentrarsi soltanto sulle fotografie. Le spiagge di Le Morge e Costa Verde offrono inoltre una pausa semplice, soprattutto nei mesi caldi, quando portarsi acqua e protezione solare diventa indispensabile.
Punta Aderci e Punta Penna
La Riserva di Punta Aderci è probabilmente il punto più famoso dell’intero itinerario. Il promontorio, la spiaggia e la vista verso il faro di Punta Penna creano uno dei panorami più ampi della costa abruzzese, ma il fondo in alcuni passaggi può essere sconnesso e le brevi salite richiedono più attenzione di quanto suggerisca la vicinanza al mare.
Nel 2026 il tratto del Sentiero di Punta Aderci compreso tra Mottagrossa e il fiume Sinello risulta chiuso a causa di uno smottamento. La deviazione indicata prevede circa 300 metri di terreno fortemente dissestato, quindi non è il punto ideale per passeggini, biciclette da corsa o persone con difficoltà motorie.
Come organizzare la giornata in bici o a piedi
Per una pedalata completa sui 42 km principali, considero realistico un tempo di 5-7 ore, includendo pause brevi ma non una visita approfondita a ogni località. Con un’e-bike il dislivello pesa meno, ma non scompare il problema delle superfici irregolari e delle deviazioni.
Chi cammina dovrebbe dividere il percorso in più uscite. Una tappa da 10-15 km permette di fermarsi nei punti panoramici, raggiungere la spiaggia e pranzare senza dover mantenere un ritmo sostenuto per tutta la giornata.
Partire in treno
Il treno è una delle soluzioni più pratiche per evitare di tornare al punto di partenza. Le stazioni di riferimento, da nord a sud, includono Francavilla al Mare, Tollo-Canosa Sannita, Ortona, San Vito-Lanciano, Fossacesia-Torino di Sangro, Casalbordino-Pollutri, Porto di Vasto e Vasto-San Salvo.
Prima di acquistare il biglietto è essenziale verificare le regole per il trasporto della bicicletta, la disponibilità degli spazi e gli orari del giorno scelto. La presenza di una stazione non significa che l’accesso alla pista sia immediato: in alcuni casi servono brevi collegamenti su strada o sul lungomare.
Leggi anche: Ciclabile Liguria ex ferrovia - La guida completa per la tua gita
Partire in auto
In auto conviene scegliere una località di arrivo e una di partenza collegate tra loro, invece di cercare un parcheggio diverso in ogni tappa. Ortona, Fossacesia Marina, Casalbordino e Vasto Marina sono riferimenti pratici, ma in estate la disponibilità dei posti può diminuire rapidamente.
La mia scelta più equilibrata è lasciare l’auto vicino a una stazione ferroviaria e usare il treno per raggiungere l’inizio del percorso. In questo modo si riduce il rischio di dover ripercorrere a ritroso decine di chilometri, soprattutto nelle giornate molto calde.
Attrezzatura, periodo migliore e errori da evitare
Il periodo più piacevole va da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando le temperature sono generalmente più gestibili e la costa è meno affollata. Luglio e agosto funzionano bene per chi vuole anche fare il bagno, ma bisogna partire presto e mettere in conto più traffico nei collegamenti urbani.
- Usa una bici da trekking, gravel o e-bike; una bici da corsa è meno adatta ai tratti sterrati.
- Porta almeno 1,5 litri d’acqua a persona, soprattutto fuori dai centri abitati.
- Indossa casco, occhiali da sole e crema solare anche nelle giornate ventilate.
- Scarica una traccia offline e controlla le deviazioni prima della partenza.
- Non entrare nei trabocchi chiusi o nelle strutture prive di accesso autorizzato.
- Rallenta nei passaggi condivisi con pedoni e vicino agli accessi alle spiagge.
L’errore più comune è pensare che l’intero itinerario sia una pista ciclabile perfettamente uniforme. Il tratto principale è in gran parte agevole, ma esistono interruzioni, passaggi su strada e superfici miste. Per questo preferisco considerarlo un percorso di turismo lento, non una semplice ciclabile sportiva da percorrere alla massima velocità.
Il modo migliore per vivere la costa senza correre
La Via Verde della Costa dei Trabocchi dà il meglio quando si accetta di procedere lentamente. Una giornata ben organizzata dovrebbe includere una sola deviazione culturale, una sosta in spiaggia e almeno un punto panoramico, senza cercare di vedere tutto.
Per una prima visita sceglierei Ortona, Fossacesia e Punta Aderci, distribuendo il viaggio su due giorni. Il percorso resta così abbastanza vario da mostrare gallerie, trabocchi, riserve e borghi costieri, ma lascia anche il tempo di fermarsi davanti al mare invece di limitarsi a passare.
Controllare le condizioni del tracciato poco prima della partenza, prenotare eventualmente il ristorante e scegliere una bici adatta fanno più differenza di qualsiasi programma complicato. È proprio questa combinazione di semplicità e paesaggio a rendere la costa dei trabocchi uno degli itinerari cicloturistici più interessanti dell’Abruzzo.